Il Tribunale di Messina, con una sentenza, ha riconosciuto un risarcimento di circa 1,2 milioni di euro ai parenti di un ex lavoratore delle Ferrovie dello Stato, vittima dell’amianto. L’uomo ha persona la vita nel 2015 per mesotelioma pleurico, patologia asbesto correlata.
Ricorso portato avanti dagli eredi
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«Il giudice del lavoro – ha affermato l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) nel dare notizia della sentenza – ha accertato che l’uomo aveva prestato servizio per oltre vent’anni, dal 1977 al 2001, con mansioni di elettricista e addetto alla manutenzione. In particolare, l’attività lavorativa si è svolta a bordo dei traghetti ferroviari e negli impianti elettrici. Contesti nei quali la presenza di fibre cancerogene era significativa e continuativa».
Le affermazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto
La sentenza inoltre «riconosce in modo netto il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma pleurico», spiega l’Osservatorio. «Secondo il Tribunale – continua l’Ona –la mancata adozione di idonee misure di prevenzione costituisce una chiara violazione dell’art. 2087 del codice civile. Una responsabilità che si inserisce nel solco di precedenti pronunce e che rafforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di tutela dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene. Un precedente di grande rilievo nella giurisprudenza».
«Questa sentenza segna un passaggio fondamentale nella verità giudiziaria sull’amianto nelle Ferrovie dello Stato – afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha assistito i familiari della vittima con il supporto del legale di Giuseppe Aveni – perché accerta in modo inequivocabile l’uso di amianto nei traghetti ferroviari e ne individua le responsabilità.”
Almeno altri 10 casi, secondo ONA
«Abbiamo già censito almeno altri dieci casi di mesotelioma tra i lavoratori impiegati nei traghetti. Dopo otto anni di battaglie giudiziarie, questa decisione restituisce finalmente giustizia alle vittime e ai loro familiari e rappresenta una speranza concreta per tutti coloro che attendono il riconoscimento dei propri diritti». Ha concluso l’Avv. Ezio Bonanni.
