A chiunque di noi è capitato sicuramente di trovarsi di fronte a una situazione che suscita un sentimento di disgusto. Forse è il cibo andato a male che emana un odore nauseabondo, oppure è il contatto fisico indesiderato che provoca brividi lungo la schiena. Qualunque sia la causa, i sentimenti di disgusto sono una parte integrante della nostra esperienza emotiva

Quando il disgusto non dipende dai cinque sensi 

Disgusto: il ruolo dei sensi prossimali e dei sensi distali

Che orrore, che disgusto! Uno studio condotto da un team di psicologi della Macquarie University di Sidney, in Australia si è soffermato sulla connessione fra sensi e la percezione del ribrezzo. Risultato? Ha rivelato che i sentimenti di disgusto sono più fortemente legati ai sensi prossimali rispetto a quelli distali. Pubblicato sulla nota rivista Royal Society Open Science, la ricerca ha coinvolto studenti universitari in due distinti sondaggi. 

Cos’è il disgusto?

Il disgusto è un’emozione complessa che si manifesta come una forte sensazione di repulsione o disapprovazione nei confronti di qualcosa considerata offensiva o spiacevole. Quando sperimentiamo questa situazione, il nostro corpo reagisce in modo visibile, attraverso gesti come aggrottare la fronte, arricciare il naso e, talvolta, addirittura indietreggiare. A scatenarla, una vasta gamma di stimoli, tra cui cibi in decomposizione, odori sgradevoli o situazioni sociali che ci mettono fortemente a disagio. Fin qui, nulla che non sapessimo già…

La novità che emerge è che gli studiosi hanno evidenziato anche l’importanza dei “sensi prossimali” e dei “sensi distali” nella percezione degli stimoli che provocano disgusto. 

Di cosa parliamo?

Ebbene, i sensi prossimali si riferiscono ai sensi fisici direttamente coinvolti nella nostra interazione immediata con l’ambiente circostante, come il tatto e l’olfatto. 

Al contrario, i sensi distali coinvolgono i sensi che ci permettono di percepire gli stimoli dall’ambiente circostante a una distanza maggiore, come la vista e l’udito. Questa distinzione è fondamentale per comprendere come le persone reagiscono emotivamente agli stimoli disgustosi. In pratica, se il senso del tatto o dell’olfatto sono coinvolti direttamente, è più probabile che si verifichi una reazione di disgusto rispetto a stimoli che coinvolgono i sensi distali, come la vista o l’udito. Addentriamoci nel vivo della questione, così da capire meglio l’arcano.

Focus sullo studio 

Nel tentativo di approfondire la comprensione della natura del disgusto umano, il gruppo di ricerca australiano ha condotto uno studio mirato a esaminare le percezioni di disgusto tra gli studenti universitari. L’obiettivo principale non era tanto di creare un elenco delle cose più sconcertanti, bensì di categorizzare tali esperienze per comprendere meglio la natura stessa del disgusto e cosa significhi per le persone in generale. 

Come accennato, per farlo, hanno utilizzato un approccio a doppio sondaggio, inviato agli studenti a una settimana di distanza l’uno dall’altro.

Nel primo, completato e restituito da 127 studenti, è stato chiesto ai giovani di condividere la loro esperienza più disgustosa o ripugnante. Il secondo sondaggio, inviato agli stessi studenti che avevano compilato il primo questionario e restituito da 89 di loro, si è concentrato invece sulle esperienze disgustose vissute durante la settimana successiva.

Sensi distali e sensi prossimali a confronto 

I risultati hanno rivelato un interessante schema: la maggior parte delle esperienze disgustose segnalate dagli studenti erano legate ai sensi prossimali, come il gusto, l’olfatto e il tatto, piuttosto che ai sensi distali, come la vista e l’udito. È stato osservato che le risposte di disgusto erano spesso associate a situazioni che coinvolgevano il sistema immunitario, come il vedere il muco che fuoriesce dal naso di qualcuno o il catarro proveniente dalla bocca di una persona che tossisce. A parte la curiosità di capire quali sensi provochino il disgusto, gli scienziati hanno fornito un’ulteriore spiegazione circa il perché si provano tali sentimenti.

Perché proviamo disgusto?

Il disgusto è un meccanismo di difesa che affonda le sue radici nel processo evolutivo

Tali reazioni di disgusto potrebbero avere radici profonde nel nostro processo evolutivo, poiché sembrano fungere da meccanismo di difesa per evitare potenziali infezioni.

Tali risultati non solo forniscono una maggiore comprensione della psicologia del disgusto, ma possono anche avere implicazioni significative nella nostra comprensione delle risposte emotive e comportamentali legate alla salute e alla malattia. Ad esempio, potrebbero essere utili nel contesto della prevenzione delle malattie infettive e nella promozione di comportamenti igienici.

Fonti

Elliott Lamond et al, Coinvolgimento differenziale dei sensi nei ricordi del disgusto, Royal Society Open Science