Disabilità, fibromialgia e fragilità sociali sono stati tra i temi affrontati nella giornata inaugurale di Welfair – La fiera del fare Sanità a Roma. Dal confronto tra istituzioni, professionisti e associazioni emerge l’importanza di costruire una sanità più accessibile. Con percorsi di assistenza integrati e centrati sui bisogni delle persone.
Il confronto ha posto l’attenzione sulle difficoltà che possono compromettere l’accesso alle prestazioni sanitarie. Tra i fattori considerati figurano le condizioni economiche, la disabilità, le patologie croniche e le fragilità sociali.
Si tratta di situazioni differenti, che possono tuttavia incidere sulla possibilità di ricevere cure adeguate e partecipare pienamente alla vita della comunità.
Esclusione sanitaria e fragilità sociali: perché servono reti territoriali integrate
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Il tema è stato approfondito durante il tavolo “Esclusione sociale ed esclusione sanitaria: come costruire reti territoriali che non lasciano indietro nessuno”. Coordinato da Alessandra Aluigi, Assessora alle Politiche Sociali, Terza Età e Invecchiamento Attivo, Sanità, Politiche Abitative, Diritti LGBTQ+ del Municipio VIII.
Nel suo intervento, Aluigi ha evidenziato il legame tra difficoltà di accesso alle cure e condizioni di vulnerabilità sociale.
“Non poter accedere a una visita medica per ragioni economiche, incontrare ostacoli nell’assistenza a causa di una disabilità, convivere con una patologia cronica che fatica a essere riconosciuta, sono manifestazioni diverse di uno stesso problema. Ossia l’esclusione sanitaria che spesso si intreccia con quella sociale e rischia di privare le persone non soltanto del diritto alla salute, ma anche della possibilità di partecipare pienamente alla vita della comunità”.
Dal confronto è emersa la necessità di sviluppare reti territoriali integrate tra ambito sanitario e sociale. Lo scopo è affrontare le difficoltà delle persone considerando, oltre alla malattia, le condizioni economiche, abitative, lavorative e relazionali.
In questa prospettiva, il contrasto all’esclusione richiede interventi coordinati su più fronti.
“Quindi può essere realmente contrastata solo agendo contemporaneamente su salute, reddito, casa, lavoro, relazioni e diritti di cittadinanza”.
Disabilità e assistenza: percorsi costruiti attorno alla persona
La disabilità rappresenta un ambito importante per valutare la capacità del sistema sanitario di rispondere alle diverse esigenze della popolazione.
Garantire l’accesso formale alle prestazioni, infatti, non è sufficiente. Occorre anche prevedere servizi accessibili, tempi certi, continuità assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio e un coordinamento efficace tra assistenza sanitaria e tutele previdenziali.
Questi aspetti sono stati al centro del tavolo “Superare la disabilità: una governance coordinata attorno alla persona con menomazioni”.
Tra le questioni affrontate figurano il ruolo dell’INPS nella valutazione dell’invalidità, l’integrazione dei sistemi informativi sanitari e previdenziali e le opportunità offerte dalle tecnologie assistive e dalla telemedicina accessibile.
Un ulteriore elemento riguarda la partecipazione diretta delle persone con disabilità e delle associazioni alla progettazione dei servizi
Il loro coinvolgimento consente di considerare le esigenze concrete di autonomia e partecipazione. Oltre alla disponibilità delle singole prestazioni.
Sul tema è intervenuto Filippo Bonanni, Direttore centrale salute e prestazioni disabilità INPS. La quale ha illustrato il cambiamento nell’approccio alla presa in carico delle persone con disabilità.
“Il nostro paese sta attraversando un momento di grande e profonda trasformazione per quanto riguarda il mondo della disabilità e della salute. È in attuazione la riforma del decreto 62. Il soggetto viene preso in carico e considerato non solo più dal punto di vista medico, come anni fa avveniva, ma attraverso un punto di vista biopsicosociale. Cioè tutte quelle che sono le relazioni che l’individuo può e deve avere con il mondo esterno che lo circonda per il suo pieno inserimento. Quindi viene elaborato un “progetto di vita”, cioè l’insieme di tutte quelle iniziative e misure che servono alla persona per inserirsi nel contesto sociale in cui desidera vivere”.
Il progetto di vita, come descritto nell’intervento, pone quindi l’attenzione sulla persona nel suo insieme e sulle condizioni necessarie per favorirne l’inclusione nel contesto sociale desiderato.
Fibromialgia: riconoscere i sintomi e migliorare l’assistenza
Tra i temi affrontati a Welfair 2026 figura anche la fibromialgia, una condizione cronica complessa che può manifestarsi con dolore diffuso, affaticamento persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive.
Questi sintomi possono incidere sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e sulla capacità di svolgere un’attività lavorativa. Quando la sofferenza non è immediatamente riconoscibile, inoltre, le persone possono incontrare ulteriori difficoltà nel vedere comprese le proprie necessità.
La complessità diagnostica, la variabilità dei sintomi e la disponibilità non uniforme dei percorsi assistenziali possono rendere più difficile individuare risposte adeguate. A ciò si possono aggiungere problemi legati all’accesso alle cure, alla tutela del lavoro e al mantenimento dell’autonomia personale.
Per approfondire queste criticità si è svolto il convegno “Fibromialgia: riconoscere, curare, ascoltare”, che ha riunito specialisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e persone che convivono con la patologia.
L’incontro ha offerto un’occasione di confronto sulle esigenze di chi affronta quotidianamente questa condizione e sulla necessità di migliorare il dialogo con il sistema sanitario.
Andrea Sbarbati, direttore scientifico di Fiera Roma Academy, ha sottolineato l’importanza di dedicare attenzione a queste esperienze.
“Le persone che convivono con la fibromialgia sono tante e spesso si trovano in una situazione difficile nei rapporti con il sistema sanitario, che non sempre ne comprende le esigenze. Fiera Roma Academy vuole essere uno spazio di riflessione e confronto su queste necessità”.
Il riconoscimento dei bisogni delle persone con fibromialgia si inserisce così nel più ampio tema dell’inclusione sanitaria, con particolare riferimento all’ascolto, alla continuità assistenziale e alla possibilità di accedere a percorsi di cura adeguati.
Welfair 2026, verso una sanità più accessibile e integrata
I tre appuntamenti condividono un obiettivo: promuovere un modello di assistenza capace di andare oltre la singola prestazione e di considerare la complessità delle esigenze individuali.
L’integrazione tra servizi sanitari, assistenza sociale, istituzioni territoriali e associazioni è uno degli aspetti centrali di questo approccio. La collaborazione tra i diversi soggetti può contribuire a individuare tempestivamente le situazioni di fragilità e a rendere più coerenti i percorsi di assistenza.
Contrastare l’esclusione sanitaria significa, infatti, lavorare sia sull’accessibilità dei servizi sia sulla capacità di accompagnare le persone nelle diverse fasi del percorso assistenziale.
