Si è concluso con grande partecipazione il convegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, dal titolo “Amianto e altri rischi cancerogeni: stato dell’arte e prospettive future”, svoltosi nella Cittadella Regionale di Catanzaro. L’incontro ha visto la partecipazione di medici, giuristi, esperti scientifici e rappresentanti istituzionali. Con la moderazione affidata alla giornalista Donatella Gimigliano, responsabile dell’Ufficio Stampa ONA.
Apertura e saluti istituzionali
Indice dei contenuti
L’evento è stato aperto dalla Dott.ssa Eulalia Micheli, assessore all’Istruzione, Sport e Politiche Giovanili, che ha portato i saluti del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Rimarcando l’impegno della Regione nella tutela della salute e della qualità dell’ambiente.
Un contributo significativo è arrivato dalla Sottosegretaria al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, tramite video, che ha sottolineato l’impatto delle ecomafie nella gestione dei rifiuti pericolosi e nell’inquinamento ambientale, evidenziando la necessità di controlli più efficaci e strategie di prevenzione.
Nel suo intervento, Ferro ha ribadito:
“La difesa dell’ambiente e la protezione della salute delle comunità non possono essere considerate ambiti separati. Ma devono essere affrontate congiuntamente attraverso strumenti adeguati e una responsabilità condivisa.”
Ha inoltre ringraziato l’Avv. Ezio Bonanni e il Dott. Pasquale Montilla, oncologo e consulente scientifico ONA, per il costante impegno a fianco delle vittime e delle loro famiglie.
Qui il video da Ona News:
Dati nazionali e calabresi sugli ecodelitti
Secondo i dati più recenti del rapporto Ecomafia 2024, in Italia sono stati accertati oltre 40.000 reati ambientali. Con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Il giro d’affari illecito associato a questi crimini supera i 9 miliardi di euro. La Calabria registra 3.215 reati, pari al 7,9% del totale nazionale, con 2.761 persone denunciate, 41 arresti e 695 sequestri.
Il governo italiano ha adottato misure più severe per il contrasto agli ecodelitti. Approvando un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente. Ed introducendo nuove fattispecie di reato, tra cui quelle legate al commercio di prodotti inquinanti e alla gestione di sostanze pericolose per l’atmosfera. Particolare rilievo assume anche l’estensione della responsabilità amministrativa a imprese ed enti coinvolti in attività illecite.
Un ulteriore passo avanti riguarda l’istituzione, presso la Procura Generale della Corte di Cassazione, di un sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, che coinvolge procuratori generali, corti d’appello e la Direzione Nazionale Antimafia. Questo meccanismo è ritenuto essenziale per garantire indagini più efficaci, coordinate e tempestive su fenomeni complessi e spesso transnazionali.
Siti contaminati e amianto in Calabria
La Sottosegretaria Ferro ha richiamato l’attenzione sui grandi siti contaminati, in particolare il SIN di Crotone, emblematico per la complessità delle operazioni di bonifica. Il Ministero dell’Ambiente ha disposto la ripresa immediata delle attività di scavo e bonifica, precisando che eventuali ritrovamenti di materiali pericolosi devono essere gestiti con misure di sicurezza mirate, evitando blocchi generalizzati dei lavori.
Accanto alle bonifiche industriali, permane la diffusa presenza di amianto in edifici, coperture e strutture dismesse in Calabria, un rischio che interessa l’intero territorio regionale. La strategia prevede la bonifica preventiva, l’aggiornamento del Piano Regionale Amianto (PRAC) e il rafforzamento degli strumenti normativi e finanziari a disposizione degli enti locali.
In questo contesto, la collaborazione tra Regione Calabria e ONA si conferma fondamentale, sia per la mappatura dei siti contaminati sia per il supporto ai Comuni e la tutela delle comunità esposte. Il confronto istituzionale e tecnico rappresenta un passaggio essenziale per garantire risposte concrete ai cittadini e tutelare salute e territorio.
L’appello al Governo dell’Avv. Ezio Bonanni

Il presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, ha sottolineato l’importanza cruciale della prevenzione primaria e secondaria nei confronti dell’amianto e di altri agenti cancerogeni.
“La tutela della salute pubblica è la nostra priorità – ha dichiarato Bonanni – interventi come questo convegno aiutano a sensibilizzare istituzioni, anche europee, e cittadini sui rischi reali dell’amianto. Fondamentale è la prevenzione primaria.”
L’avvocato ha inoltre evidenziato il valore delle eccellenze della Calabria, sia sul piano medico che culturale, e ha lanciato un appello al Governo affinché vengano potenziate le strutture oncologiche nazionali e aumentati i finanziamenti destinati alla regione, valorizzando le competenze mediche locali.
Bonanni ha poi tracciato una ricostruzione storica sull’amianto, mostrando slide di sentenze a partire dal 1907 che ne riconoscevano la pericolosità, il riconoscimento dell’asbestosi come malattia professionale nel 1941 e la responsabilità dei datori di lavoro.
Prevenzione e mappatura dei siti contaminati
Attraverso l’APP Amianto dello Sportello Amianto e il lavoro dei volontari, ONA continua a mappare i siti contaminati. Bonanni ha evidenziato le difficoltà incontrate dai cittadini oncologici del SIN di Crotone nell’ottenere i risarcimenti.
“118 casi di mesotelioma fino al 2021 censiti dal COR dal 2001 in Calabria. Tuttavia – ha sottolineato Bonanni – i dati potrebbero essere sottostimati, in quanto molte diagnosi vengono fatte nel nord Italia. Inoltre, le malattie asbesto correlate non riguardano solo il mesotelioma, che è solo la punta dell’iceberg, ma anche vari tipi di tumore.”
Secondo ONA, i casi reali in Calabria sono molto più elevati: “Dagli anni ’90 ad oggi, per quanto riguarda i dati della regione, abbiamo censito circa 600 casi di mesotelioma, un numero molto più alto rispetto a quello riportato dal COR regionale.”
Bonanni considera l’amianto una metafora della vittoria del profitto sulla salute dei lavoratori e dei cittadini, ribadendo che “Preservare il nostro pianeta vuol dire mettere al centro la dignità dell’essere umano e la qualità della vita.”
Dati regionali, nazionali e internazionali
Secondo ONA, in Italia si stimano 4.000-7.000 decessi annuali per amianto, con oltre 1.600 nuovi casi di mesotelioma all’anno, collocando il Paese tra i più colpiti in Europa. A livello globale, nel 2025, le vittime superano 200.000 l’anno.
In Calabria, le stime di mesotelioma per provincia sono:
- Cosenza: 190–210 casi
- Reggio Calabria: 160–180 casi
- Catanzaro: 90–110 casi
- Crotone: 70–90 casi
- Vibo Valentia: 40–55 casi
Proposte operative di ONA
ONA ha ribadito la necessità di potenziare la prevenzione primaria attraverso la bonifica e la messa in sicurezza dei siti. Proponendo una legge per il credito d’imposta o la defiscalizzazione delle attività di bonifica, insieme al rinnovamento infrastrutturale e industriale.
Fondamentale è anche il rafforzamento della ricerca scientifica e l’industrializzazione dei sistemi di smaltimento e inertizzazione dei rifiuti. Secondo Bonanni, risolvere la problematica amianto richiede un aggiornamento continuo degli strumenti tecnici, normativi e organizzativi.
La prova biologica sui tessuti
Bonanni ha ricordato casi in cui persone hanno contratto malattie asbesto-correlate semplicemente per aver lavato i vestiti di familiari esposti. Ha citato il caso di una moglie di un militare vittima di asbestosi e cancro, analizzata dal Prof. Montilla, che ha trovato contaminanti nei tessuti come prova biologica.
La stessa tecnica è stata applicata per i tessuti degli esposti ai contaminanti del SIN di Crotone. In chiusura del suo intervento, Bonanni ha citato Abrams:.“Quante vite umane potevano essere salvate se gli studi di Gardner non fossero stati censurati!”
Bonanni ha annunciato la disponibilità dell’ONA a promuovere una protesta non violenta per sensibilizzare sull’emergenza del SIN di Crotone.
Intervento del Prof. Pasquale Montilla
Prof. Pasquale Montilla, oncologo e consulente scientifico ONA, ha presentato le sue ricerche sulle esposizioni da amianto e metalli pesanti nel SIN di Crotone. Sottolineando l’importanza di protocolli mirati di prevenzione e trattamento.
Montilla ha proposto un modello predittivo che non si limita a osservare gli effetti delle esposizioni, ma analizza le cause biologiche dei danni ambientali. Trasformando quindi l’analisi epidemiologica in prevenzione attiva.
Tra gli strumenti avanzati proposti, le porfirine urinarie sono state indicate come biomarcatori sensibili di interferenza tossica ambientale e predittivi del rischio oncologico.
Amodeo ha evidenziato un aumento della mortalità prematura rispetto ai riferimenti regionali (+6,7% nei maschi, +10,8% nelle femmine) e un eccesso di tumori specifici come quelli del fegato, stomaco, mammella e vescica.
Amodeo ha evidenziato un aumento della mortalità prematura rispetto ai riferimenti regionali (+6,7% nei maschi, +10,8% nelle femmine) e un eccesso di tumori specifici come quelli del fegato, stomaco, mammella e vescica.
Michelangelo Iannone, direttore generale ARPACAL
L’ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) è l’ente tecnico preposto al monitoraggio, controllo e tutela dell’ambiente in Calabria. Svolge attività di vigilanza su aria, acqua, suolo e radiazioni, prevenendo i rischi per la salute pubblica e supportando le politiche ambientali regionali.
Il dott. Michelangelo Iannone, direttore generale ARPACAL, ha dichiarato che nel 2010, in Calabria non risultava una mappatura dell’amianto. La cosa cambia completamente nel 2023, con l’individuazione di 3440 siti d’amianto.
Salvatore Procopio, referente del laboratorio fisico ARPACAL
Ha illustrato dati recenti sul monitoraggio ambientale dei siti contaminati, evidenziando l’importanza della sorveglianza costante.
Ha introdotto il tema della radioattività naturale presenti in natura (TENORM), tra cui la presenza di Radon, per lungo ignorato e cancerogeno di tipo I. Seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo.
“Quando si pensa alla radioattività si pensa a cose lontane come Chernobyl, in realtà se non si misura effettivamente non la si trova mai, ma è più vicina di quanto si pensi” – Ha dichiarato Procopio.
Ha inoltre introdotto il tema dell’abbandono o il riutilizzo improprio di materiali tossici, spesso derivanti da attività industriali, che comportano rischi gravi per la salute e l’ambiente, simile ai fenomeni osservati in aree come la Terra dei Fuochi. Ovviamente ha specificato che si tratta di una realtà che non riguarda l’intera città, ma di luoghi specifici analizzati.
Procopio ha ricordato che l’origine geologica anomala della Calabria(per effetto dello spostamento delle placche tettoniche. “Si tratta, di fatto, di “un pezzo di Alpi.”
Infatti l’Aspromonte, la Sila e il Reventino sono considerati frammenti della crosta europea ( migrati verso sud.
Gli obiettivi della Regione secondo l’Ing. Salvatore Siviglia
“La presenza di circa 15 milioni metri quadri di amianto richiede un impegno non solo tecnico, ma etico. – Ha dichiarato l’Ing. Salvatore Siviglia capo Dipartimento Ambiente Regione Calabria. “La Regione considera la bonifica una priorità assoluta per la tutela della salute dei cittadini. L’obiettivo strategico è l’eliminazione totale dell’amianto antropico in Italia entro 10 anni dall’adozione definitiva del nuovo piano.”
Siviglia ha parlato di centinaia, migliaia di siti con rifiuti tossici contaminati in Calabria.
Siviglia ha fatto presente che la Regione ha provveduto al censimento di 136.794 strutture contenenti amianto.
Non sono mancati interventi accesi dal pubblico e dure contestazioni frutto di una stanchezza dal territorio per una situazione difficile e complessa.
Precisazioni dell’Avv. Ezio Bonanni
Dopo le contestazioni, l’avvocato Ezio Bonanni ha dichiarato: “anche piccoli sversamenti di amianto compatto rappresentano un rischio significativo, ma la situazione dei siti contaminati e l’esposizione massiva negli anni passati risultano ancora più allarmanti, con effetti che possono manifestarsi anche a distanza di decenni.
Secondo Bonanni diverse aziende hanno utilizzato l’amianto in matrice friabile fino al 20 aprile 1993, esponendo i lavoratori a gravi rischi. Molti di loro, in particolare a Crotone, sono ancora privi della maggior parte dei benefici contributivi del prepensionamento o del riconoscimento delle patologie.
L’avvocato ha evidenziato come alcune aziende in passato abbiano attribuito eccessiva rilevanza a ipotetici sversamenti ambientali, trascurando l’effettiva esposizione lavorativa. “Queste differenze, pur rilevanti per l’analisi tecnica, non possono diventare pretesto per negare risarcimenti a chi ha subito esposizioni reali durante le attività lavorative”, ha sottolineato Bonanni.
L’ONA, ha spiegato, è disponibile a definire un protocollo specifico per tutelare le vittime, evitando che le aziende possano sottrarsi alle proprie responsabilità attraverso contenziosi prolungati. L’avvocato ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico di risoluzione preventiva delle controversie, coinvolgendo associazioni, aziende e istituzioni, per deflazionare il contenzioso e accelerare i risarcimenti.
Infine, l’avvocato ha richiamato l’importanza del ruolo della Regione Calabria come interlocutore presso il governo nazionale e le aziende statali, per coordinare le azioni di bonifica e assicurare che le vittime ricevano i dovuti benefici. “Non si può lasciare che i malati oncologici e gli orfani delle vittime affrontino anni di contenziosi. Occorre un approccio concreto e preventivo”, ha concluso Bonanni dichiarando la disponibilità, come ONA, anche ad una protesta pacifica per il SIN di Crotone.
L’intervento della presidente dell’Accademia della Legalità, Paola Vegliantei

Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha espresso un discorso intenso, rivolgendosi in particolare ai giovani presenti e agli studenti delle scuole partecipanti al convegno. Ha sottolineato la responsabilità collettiva nella tutela dell’ambiente e della salute, ricordando come la situazione attuale rappresenti un’eredità negativa lasciata dagli adulti, ma che può ancora essere affrontata con impegno, consapevolezza e coraggio.
Vegliantei ha valorizzato l’azione di ONA, definendola fondamentale non solo in Calabria, ma a livello nazionale, dove rifiuti e negligenza continuano a generare problemi significativi. Ha richiamato anche il Piano regionale amianto (PRAC), con scadenza 2026 per rendere la Calabria libera dall’amianto, invitando le istituzioni a rispettare gli impegni e a collaborare concretamente.
Rivolta ai giovani, Vegliantei li ha indicati come “portatori di una speranza che non deve restare tale, ma trasformarsi in azione concreta”. Ha concluso con leggerezza e spirito di unità nazionale:
“Mi è piaciuto tantissimo il discorso che ha fatto prima Procopio quando ha detto che la Calabria è parte delle Alpi – Ma glielo dobbiamo dire alle Alpi che la Calabria è anche un po’ loro? Questa è l’Italia che ci unisce.”
In collegamento
Prof. Gianfranco Filippelli (collegamento da Milano) ha ribadito la pericolosità dell’amianto e dei tumori asbesto-correlati.
Prof. Antonio Pileggi, ulteriore prospettiva legale
L’avv. Antonio Pileggi, professore di Diritto del Lavoro, ha approfondito gli aspetti legali legati alla tutela degli esposti ad amianto coerentemente con la visione di ONA
Epidemiologia
Il Dott. Orlando Amodeo, epidemiologo, ha presentato i dati del progetto Sentieri, confermando che il SIN di Crotone è tra i siti più contaminati d’Italia.
L’area industriale di Crotone, estesa 543 ettari a terra e 1.448 a mare, contiene oltre un milione di tonnellate di rifiuti tra pericolosi, TENORM, amianto e scorie industriali.
La condivisione della dott.ssa Marisa Macrina
Dott.ssa Marisa Macrina, neuroanestesista e rianimatrice presso il Pronto Soccorso di Lamezia Terme, ha messo in luce l’urgenza di evidenze scientifiche e testimonianze concrete per contrastare chi minimizza l’impatto dell’inquinamento.
Raccontando la sua esperienza, ha evidenziato come tra la fine degli anni ’80 e i primi 2000 siano aumentate patologie oncologiche, neurologiche e di intossicazione acuta e cronica nei pazienti provenienti da territori contaminati come Crotone e Castrovillari, molte legate a metalli pesanti e gravi esposizioni ambientali.
Per Macrina, la prevenzione è l’unica vera terapia, sia per motivi sanitari che economici, e rappresenta un imperativo sociale: “la vera malattia da curare in Calabria è proprio l’indifferenza”.
La testimonianza civile di Enzo Filareto
Enzo Filareto, paziente oncologico e vicepresidente dell’associazione Cittadini Liberi di Crotone, ha raccontato la propria esperienza personale con il tumore al cervello, diagnosticato nel 2008, e le difficoltà della sanità locale, tra cui la necessità di pagare di tasca propria esami urgenti.
Ha evidenziato la scoperta della metallinosi da metalli pesanti, nonostante non avesse lavorato in ambito industriale, e ha lanciato un appello ai medici del territorio a denunciare le esposizioni ambientali, anche in forma anonima.
Filareto ha sottolineato l’importanza della “bonifica delle persone” con screening sanitari, censimento della popolazione esposta e monitoraggio continuo, richiamando il problema cumulativo delle fonti di inquinamento presenti a Crotone, da discariche e impianti energetici al SIN.
L’intervento della dott.ssa Renata Tropea
Dott.ssa Renata Tropea, dirigente medico del Pronto Soccorso di Lamezia Terme, ha portato la propria esperienza nella gestione di emergenze cliniche, intrecciando competenza professionale e sensibilità umana.
Ha sottolineato come l’inquinamento ambientale sia il principale fattore di malattia e mortalità, confermato da OMS e principali società scientifiche, e ha evidenziato gli effetti del particolato atmosferico e dei cambiamenti climatici su respiratorio, cardiovascolare, neurologico e metabolico.
Ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità di bambini, anziani, persone con malattie croniche, lavoratori all’aperto e donne in gravidanza, ribadendo l’importanza della medicina di genere e della raccolta dati integrata tra Pronto Soccorso e istituzioni.
L’approfondimento del dott. Federico Tallarigo
Dott. Federico Tallarigo, direttore UOC Anatomia Patologica ASP Crotone e direttore scientifico del COR Calabria, ha analizzato il mesotelioma maligno, evidenziando la lunga latenza della malattia e la difficoltà di riconoscere il nesso tra esposizione e diagnosi.
Ha spiegato come la sorveglianza epidemiologica tramite il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) sia fondamentale per individuare i casi, ma che in Calabria emergono dati sottostimati a causa della migrazione sanitaria verso il Nord Italia.
Tallarigo ha sottolineato le criticità legate alla mancanza di personale e strutture dedicate, invitando a rafforzare il COR Calabria e la rete territoriale per garantire prevenzione, assistenza e giustizia sociale.
Il contributo di Antonio Carmine Sangiovanni
Antonio Carmine Sangiovanni, coordinatore ONA Alto Tirreno Cosentino, ha denunciato come le morti da esposizione lavorativa all’amianto vengano spesso ignorate dai media se non si tratta di eventi eclatanti.
Ha riportato il caso della Marlana di Praia a Mare, azienda tessile attiva dagli anni ’50, dove decine di lavoratori sono morti o si sono ammalati per esposizione a amianto e altre sostanze cancerogene, sottolineando le difficoltà nel riconoscere responsabilità e ottenere bonifiche efficaci.
L’intervento di Massimo Alampi
Massimo Alampi, coordinatore ONA di Reggio Calabria, ha affermato che “la Calabria non è una regione di serie B sul diritto alla salute” e ha denunciato le criticità nell’attuazione del Piano regionale amianto, invitando i Comuni a rispettare gli obblighi previsti e dare l’esempio nella prevenzione e bonifica.
Giuseppe Infusini e le criticità dei censimenti
Giuseppe Infusini, responsabile ONA per Cosenza, ha evidenziato la mancanza di censimenti aggiornati e mappature complete: “In Calabria, come nel resto d’Italia, i dati sono fortemente sottostimati.”
Ha proposto misure operative: obbligo per i Comuni di adottare Piani Comunali Amianto, un sistema GIS regionale, un protocollo unico per le segnalazioni dei cittadini ed inoltre l’istituzione di un fondo di rotazione per le bonifiche.
Riconoscimenti e premi
Durante la giornata è stato ricordato Beniamino Falvo, geologo e figura storica di ONA Calabria, e conferito il Premio ONA per il giornalismo a Stefania Papaleo, direttrice de La Nuova Calabria, per il valore umano e sociale del suo lavoro giornalistico.
Dal dibattito è emersa inoltre la necessità di strutture operative, personale e finanziamenti adeguati, affinché le normative avanzate non restino solo sulla carta. Potenziare i COR, sostenere i Comuni e investire nella prevenzione è quind un dovere verso i cittadini, in Calabria ed in tutta Italia.
