stress da lavoro, Burn-out

L’attività professionale incide sulla quotidianità e può influenzare l’equilibrio emotivo e mentale. Un contesto lavorativo positivo favorisce la sicurezza personale, i rapporti sociali, la valorizzazione delle competenze e la fiducia nelle proprie capacità. Al contrario, ritmi eccessivi, tensioni nei rapporti o condizioni poco adeguate alle necessità individuali possono contribuire alla comparsa o alla persistenza della depressione.

Il rapporto tra depressione e lavoro

Il rapporto tra depressione e lavoro può essere complesso e bidirezionale. 

Da una parte, alcune condizioni professionali possono rappresentare una fonte di stress prolungato. «Carichi di lavoro eccessivi, conflitti con colleghi o superiori, precarietà, mancanza di riconoscimento o difficoltà nel conciliare vita privata e professionale, possono incidere sul benessere psicologico. E contribuire all’insorgenza di sintomi depressivi». Così Serena Borroni, psicologa clinica all’Istituto di Cura Città di Pavia e all’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro. «Dall’altra parte, una sintomatologia depressiva già presente può modificare il modo in cui viene vissuto il lavoro. Problemi di concentrazione, stanchezza, riduzione della motivazione o difficoltà decisionali possono rendere più faticose attività lavorative che in precedenza venivano svolte senza particolare difficoltà».

Depressione da lavoro: sintomi e campanelli d’allarme

I sintomi della depressione da lavoro non sono diversi da quelli che possono comparire in altri quadri depressivi. Ciò che può cambiare è la percezione che il malessere sia particolarmente intenso in relazione al lavoro. Oppure che alcune condizioni professionali abbiano contribuito alla sua comparsa.

I sintomi psicologici più frequenti sono: 

  • Umore depresso o tristezza persistente.
  • Perdita di interesse o piacere per attività che prima risultavano gratificanti.
  • Senso di vuoto, impotenza o sfiducia.
  • Irritabilità o maggiore sensibilità alle difficoltà.
  • Difficoltà di concentrazione e di memoria.
  • Indecisione.
  • Pensieri molto negativi su di sé, sul proprio futuro o sulle proprie capacità.
  • Senso di colpa o di inutilità.

«Nel contesto lavorativo – continua la specialista – questi sintomi possono tradursi, per esempio, nella difficoltà a iniziare la giornata. O nella sensazione di non riuscire più a svolgere correttamente il proprio lavoro oppure in una crescente tendenza a evitare colleghi, riunioni o responsabilità professionali».

I sintomi fisici e comportamentali

La sintomatologia depressiva può manifestarsi anche attraverso sintomi fisici e cambiamenti nel comportamento. Tra i più frequenti possono esserci:

  • Stanchezza persistente e riduzione dell’energia.
  • Alterazioni del sonno, come insonnia o sonno eccessivo.
  • Cambiamenti dell’appetito.
  • Rallentamento o, al contrario, maggiore agitazione.
  • Difficoltà a rispettare orari e impegni.
  • Aumento delle assenze dal lavoro.
  • Riduzione della produttività.
  • Isolamento sociale.
  • Minore cura delle proprie attività quotidiane.

Possono comparire anche disturbi fisici, come tensione muscolare, mal di testa o disturbi gastrointestinali. 

Le cause della depressione e i fattori di rischio

La depressione non ha generalmente una causa unica.

«Come per tutte le manifestazioni di disagio psicologico – precisa Borroni – il percorso che porta alla sua insorgenza è multifattoriale. Fattori biologici, psicologici, relazionali, ambientali e sociali interagiscono tra loro. La situazione lavorativa può rappresentare uno dei fattori che può aumentare la vulnerabilità o contribuire alla comparsa del disagio. Ma non può essere considerato l’unica causa. Per esempio, possono rappresentare fattori di rischio: carichi di lavoro eccessivi o difficilmente gestibili, ritmi molto intensi, scarso controllo sulle proprie attività. Ma anche conflitti interpersonali, isolamento sul luogo di lavoro, mancanza di riconoscimento, scarse prospettive di crescita professionale, difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita privata. E ancora situazioni di discriminazione, molestie o comportamenti vessatori». 

Quando il lavoro fa stare male: come chiedere aiuto

Quando il problema si acuisce si consiglia:

  • Il mantenimento di una routine regolare del sonno; 
  • Seguire un’alimentazione equilibrata. 
  • Praticare attività fisica con costanza e moderazione; 
  • Cercare di evitare l’isolamento sociale.

Se la sintomatologia depressiva interferisce con il funzionamento quotidiano, non solo lavorativo, ma anche affettivo e relazionale, è necessario rivolgersi ad uno specialista in psicologia. In altre parole, quando la persona inizia a sentire di non essere più quella/quello di prima è importante chiedere un aiuto specialistico.