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Gli anziani rappresentano una delle categorie più esposte agli effetti del caldo intenso. Quando si invecchia, infatti, si verifica una riduzione della capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea. Diminuisce, inoltre, la percezione della sete, si riduce la quantità di acqua presente nel corpo e il sistema cardiovascolare fatica maggiormente a disperdere il calore. Oltre a ciò, si deve ricordare che molte persone anziane convivono con patologie croniche. O assumono terapie farmacologiche che possono aumentare il rischio di disidratazione e di complicanze legate al caldo.

Per questi motivi, è importantissimo riconoscere velocemente i segnali di allarme e adottare semplici misure preventive in grado di ridurre il rischio di malesseri e ricoveri.

Perché il caldo è più pericoloso per gli anziani

«Con l’età, il nostro organismo diventa meno efficiente nel mantenere costante la temperatura corporea». Così Sarah Damanti, geriatra presso l’Unità operativa di Medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento all’IRCCS Ospedale San Raffaele con sede anche Turro. Per questo motivo,

  • la sudorazione può risultare meno efficace; 
  • il cuore è chiamato a un maggiore lavoro per disperdere il calore.
  • La sensazione di sete si attenua, portando spesso a bere meno del necessario. 

Molti di questi fattori possono anche mettere a dura prova alcune funzioni come, ad esempio, quelle di cervello, cuore e reni. E aumentano il rischio di eventi acuti, soprattutto nelle persone più fragili.

I maggiori rischi provocati dal caldo nella popolazione anziana

Tra le conseguenze dovute all’innalzamento delle temperature in estate sulle persone anziane si annoverano pertanto:

  • disidratazione;
  • pressione bassa:
  • rischio cadute;
  • colpo di calore.
  • Inappetenza e malnutrizione;
  • peggioramento delle patologie croniche.

La disidratazione è la conseguenza più frequente delle alte temperature. L’anziano spesso non avverte la necessità di bere e perde liquidi attraverso sudorazione, respirazione e urine. La carenza di acqua e sali minerali può: 

  • compromettere il funzionamento dell’organismo; 
  • favorire insufficienza renale; 
  • alterare la pressione arteriosa.
  • Aumentare il rischio di ospedalizzazione.

Il caldo provoca una dilatazione dei vasi sanguigni che, associata alla perdita di liquidi, può determinare un abbassamento della pressione arteriosa. I sintomi più comuni sono:

  • capogiri;
  • senso di svenimento;
  • debolezza improvvisa;
  • instabilità durante la camminata.

Queste condizioni aumentano il rischio di cadute, traumi e fratture, che nelle persone anziane possono avere conseguenze sulla qualità della vita.

Colpo di calore, inappetenza e malnutrizione

Il colpo di calore è una vera emergenza medica. Si verifica quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore e la temperatura corporea aumenta rapidamente. I sintomi possono comprendere:

  • temperatura corporea molto elevata;
  • pelle calda e arrossata;
  • confusione mentale.
  • Difficoltà nel parlare;
  • sonnolenza marcata;
  • perdita di coscienza.

In questi casi è necessario chiamare immediatamente il 112 e, nell’attesa dei soccorsi, portare la persona in un luogo fresco. Rimuovere gli indumenti pesanti e iniziare a raffreddare il corpo con panni umidi o impacchi freschi.

Durante i periodi più caldi è frequente una diminuzione dell’appetito. Mangiare poco significa assumere anche meno acqua, vitamine e sali minerali contenuti negli alimenti. Nel tempo questo può favorire:

  • perdita di peso; 
  • riduzione della massa muscolare.
  • Debolezza e peggioramento della fragilità; 
  • aumento del rischio di infezioni;
  • perdita dell’autonomia.

Caldo e peggioramento delle malattie croniche

Le elevate temperature possono aggravare numerose patologie croniche, in particolare quelle cardiovascolari, respiratorie, renali e metaboliche.

Anche alcuni farmaci richiedono particolare attenzione durante l’estate. Diuretici, lassativi, antipertensivi e alcuni medicinali utilizzati per patologie cardiache possono aumentare il rischio di disidratazione o di abbassamento della pressione.

È, tuttavia, importante non modificare né sospendere autonomamente le terapie: qualsiasi cambiamento deve essere valutato insieme al medico curante.

Anziani e caldo, sintomi a cui fare attenzione

I primi sintomi possono essere sfumati e facilmente confusi con un normale stato di stanchezza. È importante prestare attenzione a:

  • sete intensa;
  • bocca e labbra secche;
  • urine scarse o particolarmente scure;
  • stanchezza insolita;
  • debolezza.
  • Crampi muscolari;
  • mal di testa;
  • capogiri.

Nelle persone anziane, la disidratazione può manifestarsi soprattutto attraverso sintomi neurologici, come:

  • confusione improvvisa;
  • sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disorientamento.
  • Riduzione dell’autonomia nelle attività quotidiane;
  • cadute apparentemente inspiegabili.

In presenza di febbre elevata, stato confusionale importante, difficoltà respiratoria o perdita di coscienza è necessario contattare immediatamente il 112 o recarsi al Pronto Soccorso.

I consigli per proteggere gli anziani dal caldo

Prevenire gli effetti delle alte temperature è possibile adottando alcune semplici abitudini quotidiane: 

  • una corretta idratazione; 
  • un’alimentazione leggera;
  • ambienti adeguatamente freschi.

Una particolare attenzione ai segnali di malessere possono ridurre in modo significativo il rischio di complicanze, soprattutto nelle persone più fragili.

L’idratazione rappresenta, dunque, la misura preventiva più importante: è consigliabile bere frequentemente durante tutta la giornata, anche in assenza dello stimolo della sete. Salvo diversa indicazione del medico, è opportuno assumere circa 1.5-2 litri di liquidi al giorno, privilegiando acqua, tisane non zuccherate e bevande fresche senza zuccheri aggiunti.

Nei mesi estivi è preferibile consumare pasti piccoli e frequenti, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e proteine leggere come pesce e legumi.

È consigliabile limitare cibi molto grassi, elaborati o particolarmente salati, così come il consumo di alcolici, che possono favorire la disidratazione.

È, inoltre, importante vestirsi in modo adeguato, indossare un cappello a tesa larga e, se necessario, occhiali da sole.

Mantenere gli ambienti a temperature non bassa

Gli anziani dovrebbero evitare le attività all’aperto nelle ore più calde della giornata, generalmente tra le ore 11 e le 18.

Per limitare il surriscaldamento degli ambienti è consigliabile:

  • chiudere persiane, tapparelle e tende durante le ore più calde.
  • Arieggiare la casa al mattino presto e alla sera;
  • utilizzare ventilatori o aria condizionata mantenendo una temperatura non eccessivamente bassa per evitare bruschi sbalzi termici.

Anche una permanenza di alcune ore al giorno in ambienti climatizzati può contribuire a ridurre il rischio di complicanze durante le ondate di calore.