La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria legata alla morte per amianto di un ex dipendente di Foggia. Con una sentenza definitiva, i giudici hanno confermato il diritto al risarcimento dei familiari dell’uomo. Scomparso nel 2009 a causa di un mesotelioma, malattia strettamente correlata all’esposizione alle fibre di asbesto.
La pronuncia conclude un iter processuale iniziato circa diciassette anni fa. E caratterizzato da numerosi passaggi nei diversi gradi di giudizio.
Ex ferroviere esposto all’amianto
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Dagli accertamenti effettuati nel corso del procedimento è emerso che il lavoratore, residente a Foggia e originario di Orta Nova, prestò servizio tra il 1969 e il 1971.
Durante quel periodo si occupava di attività di manutenzione su carrozze e componenti ferroviari. Intervenne su motori, impianti e altre apparecchiature tecniche. Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, tali lavorazioni avvenivano in ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto. Il materaile infatti era ampiamente utilizzato all’epoca nel settore ferroviario.
I primi segnali della malattia si manifestarono nel 2006. Successivamente arrivò la diagnosi di mesotelioma. Nonostante le cure, le condizioni di salute peggiorarono progressivamente fino al decesso, avvenuto il 28 marzo 2009 all’età di 68 anni.
Risarcimento riconosciuto alla famiglia dopo un lungo percorso giudiziario
Dopo la morte dell’ex ferroviere, i familiari hanno avviato un’azione legale per ottenere il riconoscimento dei danni derivanti dall’esposizione professionale all’amianto.
Nel corso dei vari giudizi riconosciuto sia il danno subito direttamente dalla vittima sia quello patito dai congiunti per la perdita del proprio familiare.
Nel frattempo, la moglie dell’uomo è deceduta senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda. A portare avanti il contenzioso fino alla sentenza della Cassazione sono stati i figli.
Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto
Sulla decisione è intervenuto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia.
“Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro”.
Amianto e responsabilità nei luoghi di lavoro
Il caso si inserisce nel più ampio quadro delle controversie giudiziarie legate all’esposizione professionale all’amianto in Italia. Negli anni, il comparto ferroviario è stato interessato da numerosi procedimenti volti ad accertare eventuali responsabilità e a garantire il riconoscimento dei diritti dei lavoratori colpiti da patologie asbesto-correlate e dei loro familiari.
La sentenza rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di tutela delle vittime dell’amianto, tema che continua a coinvolgere numerosi ex lavoratori e le loro famiglie in diverse realtà produttive del Paese.
