Un imponente tunnel a forma di sigaretta, lungo 14 metri e alto 3, dominerà Piazza Minghetti a Bologna sabato 30 e domenica 31 maggio. Al suo interno, un percorso multimediale informativo sui danni del fumo di tabacco e sulle patologie fumo-correlate accoglierà cittadini e cittadine con ingresso libero e gratuito. Il tutto sabato dalle 10.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 17.00.
Domenica 31 maggio: quattro gazebo informativi in piazza Minghetti
Indice dei contenuti
Dalle 14.00 alle 17.00, saranno aperti dalle principali realtà che si occupano di salute respiratoria, prevenzione oncologica e cessazione del tabagismo.
Consulta della Pneumologia – AIPO-ITS/ETS – SIP-IRS: salute respiratoria, asma e BPCO;
Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) – Associazione Liberi dal Fumo ODV (ALIBERF): strategie concrete per smettere di fumare;
Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – Fondazione «Umberto Veronesi»: prevenzione dei tumori e corretti stili di vita;
Centri Antifumo: supporto a cittadini e cittadine per un percorso di cessazione dell’abitudine al fumo.
Sempre domenica 31 maggio, dalle 15.00 alle 16.00, ALIBERF organizza una Raccolta di mozziconi di sigaretta per pulire piazza Minghetti e unire prevenzione sanitaria e prevenzione ambientale. L’iniziativa è aperta a chiunque vorrà partecipare.
I numeri della morte
Ministero della Salute
In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, il fumo di tabacco è responsabile di oltre 93.000 decessi ogni anno. Il 20,6% di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% tra le donne. A livello globale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 8 milioni di morti l’anno collegate al tabacco, di cui oltre 1,6 milioni causate dall’esposizione al fumo passivo. Il tabacco è riconosciuto come causa accertata o probabile di almeno 27 malattie diverse, tra cui tumori, BPCO, infarto, ictus e diabete di tipo 2.
Dati Istat
I dati Istat più recenti mostrano che tra gli italiani sopra gli 11 anni quasi una persona su cinque è fumatrice (18,6%). Quando una sigaretta brucia, la combustione libera oltre 4.000 sostanze chimiche. Circa 80 delle quali classificate dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) come cancerogeni certi per l’essere umano. Tra cui benzopirene, monossido di carbonio, catrame, formaldeide, arsenico, nichel, ammoniaca, acido cianidrico e persino radionuclidi come il polonio-210.
Il polmone è l’organo più direttamente colpito, ma il rischio oncologico si estende a cavo orale, faringe, laringe, esofago, pancreas, vescica, rene, fegato, colon, stomaco e cervice uterina. I fumatori hanno inoltre un rischio di cardiopatia ischemica, infarto miocardico e ictus da 2 a 4 volte superiore rispetto a chi non fuma.
Ricordiamo che anche l’amianto è responsabile di patologie cancerogene e il fumo può costituire una importante concausa – ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il pericolo fumo passivo
L’esposizione involontaria al fumo è un pericolo reale anche per chi non ha mai acceso una sigaretta: il fumo passivo aumenta del 25-30% il rischio di malattia coronarica e del 20-30% quello di tumore al polmone. I bambini esposti al fumo in casa presentano una frequenza maggiore di infezioni respiratorie, attacchi d’asma e otiti ricorrenti.
La BPCO: una malattia che si può affrontare
Sul fronte respiratorio, il fumo è il principale responsabile della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una malattia infiammatoria progressiva che in Italia interessa circa 3,5 milioni di persone: il 5,6% della popolazione adulta, percentuale che sale al 20% circa nella fascia over65. Si stima che fino al 70% dei pazienti non abbia ancora ricevuto una diagnosi, spesso perché i sintomi vengono confusi con quelli derivanti dal normale invecchiamento o dall’affaticamento quotidiano.
Sintomi
I sintomi principali sono tosse cronica con catarro, dispnea (mancanza di fiato), respiro sibilante e senso di oppressione al petto. Lo strumento cardine per la diagnosi è la spirometria: un esame semplice, rapido, non invasivo e ripetibile, che il visitatore della piazza potrà effettuare gratuitamente. Chiunque abbia più di 35-40 anni, fumi o abbia fumato, o sia stato esposto a lungo a sostanze irritanti per i polmoni e presenti tosse cronica, catarro o affanno sotto sforzo, dovrebbe valutarne l’esecuzione.
Fumo smettere fa bene a ogni età
La buona notizia è che il corpo umano inizia a recuperare in tempi sorprendentemente rapidi. Entro 20 minuti dall’ultima sigaretta, pressione arteriosa e frequenza cardiaca cominciano a tornare verso valori più sani. Dopo 24 ore, i livelli di monossido di carbonio nel sangue si normalizzano. A un anno dalla cessazione, il rischio di cardiopatia coronarica si dimezza; a cinque anni, il rischio di ictus si avvicina a quello di chi non ha mai fumato; nei 10-15 anni successivi il rischio di tumore del polmone si riduce progressivamente, con un vantaggio in termini di anni di vita guadagnati soprattutto per chi smette prima dei 40 anni.
Smettere da soli è possibile, ma può essere difficile: la dipendenza dal tabacco coinvolge contemporaneamente la sfera fisica, psicologica e comportamentale.
I centri antifumo
In Italia sono attivi su tutto il territorio i Centri Antifumo, dove costruire un percorso personalizzato che può includere counseling motivazionale, terapia farmacologica e supporto psicologico. È inoltre disponibile il Telefono Verde contro il Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità (800 554088), servizio gratuito e anonimo gestito da operatori specializzati.
“Le malattie respiratorie sono tra le principali cause di morte e disabilità nel mondo, sebbene molte siano prevenibili. Fumo, inquinamento ed esposizioni professionali restano i principali fattori di rischio, e smettere di fumare rimane l’intervento più efficace – afferma Paola Rogliani, Presidente SIP/IRS – Tuttavia, la prevenzione da sola non basta: studi su pazienti con BPCO e asma non diagnosticati dimostrano che una presa in carico precoce riduce di circa il 50% le riacutizzazioni e migliora funzione polmonare e qualità di vita. Identificare precocemente i soggetti a rischio con questionari e spirometria significa trasformare le evidenze scientifiche in un’azione concreta di salute pubblica”.
