I casi di malaria che si verificano in Italia ogni anno si aggirano tra i 700 e gli 800, tutti d’importazione. Per chi viaggia in aree endemiche alcune precauzioni possono diminuire il rischio di contrarla. Lo ricordano gli esperti del Dipartimento Malattie Infettive dell‘ISS in occasione della Giornata Mondiale dedicata alla malattia celebrata il 25 aprile.
Malgrado la malattia continui a causare migliaia di morti, di cui 610mila registrati solo nel 2024, i progressi recenti nella lotta alla malaria sono soddisfacenti. Lo ricorda l’Oms nella pagina dedicata alla giornata, che ha avuto come titolo per questa edizione “Determinati a porre fine alla malaria: ora possiamo. Ora dobbiamo”.
Porre fine alla malaria è una possibilità concreta
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La scienza sta progredendo più velocemente che mai. “Per la prima volta – scrive l’Oms – porre fine alla malaria nel corso della nostra vita è una possibilità concreta. Sono in fase di sviluppo nuovi vaccini, trattamenti, strumenti per il controllo della malaria e tecnologie all’avanguardia. Tra questi, la modificazione genetica delle zanzare e farmaci iniettabili a lunga durata d’azione.
Già 25 paesi stanno implementando programmi di vaccinazione contro la malaria per proteggere 10 milioni di bambini all’anno. Le zanzariere di nuova generazione rappresentano ora l’84% di tutte le nuove zanzariere distribuite. Programmi guidati a livello nazionale stanno promuovendo il cambiamento. La possibilità non è mai stata così concreta”.
Malaria, cosa sapere e come proteggersi dal Plasmodium
Ma cos’è la malaria e come si trasmette? Si tratta di una malattia infettiva causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium. Si trasmette in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Anopheles. Oggi la malaria è diffusa principalmente nei Paesi della fascia tropicale e subtropicale. È altamente endemica in Africa, dove si registrano il maggior numero di casi e decessi. È presente anche, con diversi livelli di endemia, nel Sud-est asiatico, in Medio Oriente e in Asia centrale, nel Pacifico occidentale, in America centrale e meridionale.
L’Italia è stata dichiarata paese libero da malaria dall’Oms nel 1970. Ogni anno, tuttavia, nel nostro paese, si registrano circa 700-800 casi, tutti d’importazione, la gran parte dei quali causati da Plasmodium falciparum di origine africana.
Sintomi più comuni e consigli per partire
I sintomi più comuni sono: febbre, brividi scuotenti e sudorazione, mal di testa, dolori muscolari, vomito e diarrea. I sintomi compaiono dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta.
Prima di ogni partenza è consigliabile verificare sempre il livello di rischio della destinazione. La chemioprofilassi è indicata soprattutto per i viaggiatori diretti in aree endemiche. La scelta dei farmaci dipende dalla destinazione, tipo di viaggio e durata del soggiorno.
In area endemica, per categorie a rischio (bambini sotto i 5 anni e donne in gravidanza), è raccomandato il trattamento preventivo intermittente. Prima di partire, è bene consultare un medico o un centro di medicina dei viaggi.
Le precauzioni da adottare durante il viaggio e dopo
Quando si intraprende un viaggio nelle zone a rischio, è necessario adottare alcune precauzioni, come, in primis, ridurre il rischio di punture. È fondamentale, inoltre, usare repellenti e dormire sotto le zanzariere, indossando abiti preferibilmente chiari e coprenti.
Se al ritorno si manifestano febbre o altri sintomi, non bisogna perdere tempo a rivolgersi al più presto a un medico.
