Le recenti riforme che riguardano disabilità e non autosufficienza sono state al centro di un incontro organizzato dalle ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani milanesi. La quale ha riunito esperti, medici, rappresentanti dei patronati e operatori sociali per analizzare le novità normative e le difficoltà emerse nella fase di applicazione.
Ad aprire l’iniziativa è stata la presidente delle ACLI milanesi. La quale ha ringraziato i partecipanti arrivati anche da altre province lombarde e i volontari impegnati nei servizi di assistenza ai cittadini. Tra cui i promotori del patronato, i volontari della FAP e quelli dei 32 sportelli SOS Sanità attivi sul territorio.
Le due riforme al centro del dibattito
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Il convegno è stato dedicato in particolare a due importanti riforme del sistema di welfare italiano:
- la riforma della disabilità, introdotta con la legge delega n. 227 del 2021, che prevede una revisione del sistema di accertamento della disabilità e nuove modalità di valutazione dei bisogni delle persone con disabilità;
- la riforma della non autosufficienza, prevista dalla legge delega n. 33 del 2023, che punta a riorganizzare i servizi di assistenza per gli anziani non autosufficienti e a migliorare il coordinamento tra servizi sanitari e sociali.
Entrambe le riforme rientrano nel quadro degli interventi collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Prevedono inoltre l’adozione di decreti attuativi per modificare concretamente le procedure e i servizi.
La riforma dell’accertamento della disabilità
Uno degli aspetti più discussi riguarda la nuova procedura per l’accertamento della disabilità, già avviata in via sperimentale nel gennaio 2025 in alcune province italiane, tra cui Brescia.
Il nuovo sistema introduce un cambiamento significativo:
il certificato medico introduttivo compilato dal medico di medicina generale diventa anche la domanda amministrativa per l’accertamento dell’invalidità.
In precedenza, invece, la domanda veniva presentata con il supporto dei patronati attraverso una procedura amministrativa separata.
Questo cambiamento modifica il ruolo dei diversi soggetti coinvolti nel processo – medici, patronati e cittadini – e ha suscitato diverse riflessioni tra gli operatori del settore.
Le criticità evidenziate dagli operatori
Secondo quanto emerso durante il confronto, le riforme nascono con l’obiettivo di semplificare il sistema e migliorare l’accesso ai servizi. Tuttavia, nella fase iniziale di applicazione stanno emergendo alcune difficoltà.
In particolare, gli operatori hanno evidenziato possibili criticità legate al nuovo ruolo dei medici di medicina generale nella presentazione delle domande e alla riorganizzazione del lavoro dei patronati. Oltre alla complessità delle procedure per i cittadini che devono richiedere il riconoscimento della disabilità.
Per questo motivo, diversi interventi hanno sottolineato l’importanza di monitorare attentamente la fase di sperimentazione della riforma.
Il ruolo delle associazioni e dei patronati
Nel suo intervento, Colompo ha ribadito anche il ruolo delle associazioni e dei cosiddetti corpi intermedi, come le ACLI e i patronati, nel supporto ai cittadini.
Secondo la presidente delle ACLI milanesi, queste realtà svolgono una funzione fondamentale perché aiutano le persone a orientarsi tra normative spesso complesse e procedure amministrative articolate.
In molti casi, infatti, chi deve affrontare una domanda di invalidità o di riconoscimento della disabilità si trova di fronte a un sistema burocratico difficile da comprendere senza un adeguato supporto.
Gli interventi degli esperti
Nel corso della prima parte dell’incontro sono intervenuti diversi esperti per analizzare le implicazioni delle nuove normative.
Tra questi il dottor Dario Callini, medico di medicina generale di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia, che ha illustrato l’esperienza maturata nella fase di sperimentazione della riforma dal punto di vista dei medici di base.
È intervenuto anche Fabio Raggi, direttore del patronato ACLI di Brescia, che ha spiegato come le nuove procedure stiano incidendo sull’attività dei patronati e sull’assistenza ai cittadini.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata a una tavola rotonda coordinata da Gianluca Alfano, presidente del patronato delle ACLI milanesi.
Al dibattito hanno partecipato anche Bruno Platto, segretario dell’Ordine dei Medici di Brescia, e Vittorio Agnoletto, medico e docente dell’Università degli Studi di Milano.
Il quadro normativo spiegato dagli esperti
Particolarmente atteso è stato l’intervento di Valerio Martinelli, avvocato e ricercatore presso la LUISS Guido Carli, che ha illustrato il quadro normativo delle due riforme.
Martinelli ha spiegato che le nuove norme derivano da due leggi delega approvate dal Parlamento e successivamente attuate attraverso decreti legislativi.
Secondo il giurista, per valutare l’efficacia delle riforme sarà necessario osservare attentamente la loro applicazione concreta, raccogliendo le esperienze degli operatori e delle persone coinvolte.
Una trasformazione del sistema di assistenza
Il confronto tra esperti e operatori ha evidenziato come le riforme della disabilità e della non autosufficienza rappresentino una trasformazione significativa del sistema di assistenza italiano.
L’obiettivo è migliorare il coordinamento tra servizi sanitari e sociali e garantire un supporto più efficace alle persone con disabilità e agli anziani non autosufficienti.Allo stesso tempo, però, resta fondamentale che le nuove procedure siano realmente in grado di semplificare il percorso dei cittadini e non diventino un ulteriore ostacolo burocratico.
Fonte: Portale Inps, CGIL Milano, ACLI
