Un intervento precoce rimette in carreggiata il cervello dei bambini
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In vista della Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, i risultati di RESILIENT.
Si tratta di un progetto di ricerca coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e finanziato dal PNRR: contro sovrappeso e obesità.
Non solo dieta e movimento, ma azioni mirate su cervello, abitudini e funzioni cognitive per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico.
Specialmente, è la nuova strategia indicata dal progetto RESILIENT dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a poter intervenire tra i 6 e gli 11 anni.
Nella fase di massima plasticità cerebrale, consentendo proprio di “rimettere in carreggiata” le vie neurali del metabolismo.
Correggendo la disfunzione metabolica in modo duraturo, in alcuni casi definitivamente.
Su uno studio su 120 bambini, si è dimostrato che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora: peso,
metabolismo, sonno e capacità cognitive.
Progetto RESILIENT e collaborazioni in sostegno del progetto
Il progetto, apre nuove prospettive nella lotta a una condizione che in Italia riguarda quasi un bambino su tre.
Il progetto di ricerca RESILIENT, coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stato finanziato
dall’Unione Europea con fondi PNRR (PNRR-MAD-2022-12376459).
E realizzato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e con l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.
Oltretutto, lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi, neuropsicologi, chinesiologi, infermieri, biologi e biostatistici.
Obesità: un problema che riguarda un bambino su tre
Si rileva, come In Italia, l’eccesso di peso in età pediatrica continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica.
Secondo i dati più recenti del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell’Istituto Superiore di
Sanità, il 29,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale: il 19% è in sovrappeso, il 10,7% obeso e il 2,1% con obesità grave.
Nonostante tali percentuali siano in lieve diminuzione negli ultimi anni, restano comunque tra le più alte in Europa.
In particolare, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, si registrano ogni anno circa 1.700 accessi ambulatoriali e 1.000 day hospital dedicati a bambini e adolescenti con eccesso di perso e obesità.
Inclusi circa 200 casi di forme secondarie o genetiche.
Per questo, all’interno dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia guidata dal prof. Stefano Cianfarani, è attivo un apposito servizio di Educazione Alimentare (referente dott. Danilo Fintini).
Inoltre, lo stesso è dedicato alla gestione clinica dei pazienti con problemi ponderali.
Al contempo al coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura.
IL PROGETTO RESILIENT: UNA NUOVA STRATEGIA CONTRO L’OBESITÀ
Tutti i bambini inclusi nello studio.
In coordinazione dalla dott.ssa Melania Manco dell’unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva e dalla dott.ssa Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù, presentavano sovrappeso o obesità.
Condizioni che in età pediatrica non riguardano solo il peso corporeo.
Tuttavia, associabili frequentemente a disturbi del sonno, difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale.
Infatti, si palesa la riduzione della qualità di vita e fragilità cognitive, come alterazioni della memoria e dell’autoregolazione.
Inoltre, già in età precoce, possono emergere alterazioni della composizione e della forza muscolare.
Con il rischio di obesità “sarcopenica“.
Caratterizzata dalla coesistenza di eccesso di massa grassa e riduzione della massa o funzionalità muscolare.
La prospettiva sull’esperienza dei medici
Dott.ssa Deny Menghini:
«L’obesità infantile è una condizione multidimensionale che coinvolge metabolismo, emozioni e funzioni
cognitive.
I nostri dati mostrano che potenziare memoria e autoregolazione aiuta i bambini a mantenere le
nuove abitudini e migliora il loro funzionamento quotidiano.
Il progetto ha coinvolto bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (con una prevalenza femminile del 58%) perché in questa fase della vita il cervello.
Organo che controlla appetito, sazietà, spesa energetica e numerosi processi chiave del metabolismo intermedio, è ancora estremamente plastico».
Questo significa che, attraverso un intervento mirato sugli stili di vita e sulle funzioni cognitive, è possibile reindirizzare le vie neurali che regolano il metabolismo.
Agendo e correggendo in modo duraturo la condizione dismetabolica.
«Intervenire tra i 6 e gli 11 anni significa agire in una fase di grande plasticità cerebrale, quando è ancora
possibile ripristinare i meccanismi centrali che regolano appetito e spesa energetica.
Non basta prescrivere una dieta: serve un intervento multidisciplinare, precoce e radicato nella famiglia. Occorre agire in una finestra temporale, in cui la biologia consente di ripristinare il fisiologico controllo del metabolismo», afferma la dott.ssa Melania Manco.
Approccio terapeutico del progetto RESILIENT
L’approccio terapeutico del progetto RESILIENT, della durata complessiva di 5 mesi, ha integrato più fattori.
Si tratta di: educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita e coinvolgimento attivo dei genitori.
Nelle prime 8 settimane, i bambini hanno partecipato a due o tre incontri settimanali online con
nutrizionista, psicologo e chinesiologo (professionista dell’attività fisica).
Anche seguiti da una fase di
consolidamento meno intensiva.
Inoltre, un gruppo di bambini ha partecipato anche a un training cognitivo computerizzato.
Con esercizi adattivi per potenziare attenzione e memoria.
Proprio questo elemento ha mostrato un beneficio aggiuntivo, in particolare sul sonno e sulle capacità di autoregolazione.
Il risultato di questo percorso, per l’intera popolazione pediatrica inclusa nel progetto, ha mostrato un
miglioramento generalizzato di tutte le variabili considerate nello studio.
Dalla composizione corporea, peso, forza muscolare, metabolismo, controllo della fame, qualità del sonno, aspetti comportamentali e abilità cognitive.
Nuove prospettive per la pratica clinica
Le ricadute cliniche del progetto sono immediate: i risultati dello studio RESILIENT dimostrano l’efficacia di percorsi pediatrici completi e personalizzati.
Gli stessi integrano nutrizione, movimento, mente e partecipazione attiva della famiglia per incidere in modo duraturo su una condizione complessa come l’obesità.
L’utilizzo di strumenti digitali e sessioni da remoto, inoltre, rende il modello più accessibile e potenzialmente replicabile su larga scala.
Il progetto RESILIENT è finanziato da: Ministero della Salute italiano, Bando PNRR (PNRR-MAD-2022-12376459), finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investimento 2.1 Potenziamento e rafforzamento della ricerca biomedica nel SSN)
Fonte: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS Ufficio Stampa
