A seguito della conferma di due casi di virus Nipah in operatori sanitari nello Stato indiano del Bengala Occidentale, il Ministero della Salute ha convocato una riunione straordinaria per analizzare l’evoluzione del quadro epidemiologico e valutare eventuali implicazioni per il nostro Paese.
L’incontro è avvenuto nella mattinata odierna su iniziativa del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti degli uffici competenti. ossia del Ministero, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Oltre a esperti del settore e delegati delle Regioni. L’obiettivo è quello di effettuare una valutazione approfondita e coordinata della situazione. Alla luce delle informazioni disponibili a livello internazionale.
Rischio globale ed europeo: le valutazioni ufficiali
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Secondo le autorità sanitarie internazionali, sulla base dei dati attualmente disponibili, il rischio per la salute pubblica associato al virus Nipah è considerato basso a livello globale. Questa valutazione deriva dal fatto che, al momento, i casi confermati risultano circoscritti all’India e non risulta documentata alcuna diffusione internazionale.
Per quanto riguarda l’Europa, il livello di rischio è definito molto basso. In assenza di segnalazioni di casi nel continente e considerando i sistemi di sorveglianza attivi nei Paesi membri.
Anche l’Italia si colloca in questo quadro rassicurante.
“La rete riunita oggi ha confermato che il rischio di trasmissione nel nostro Paese è molto basso. In linea con le valutazioni espresse a livello internazionale. Come negli altri Stati europei, non sono previste né ritenute necessarie restrizioni ai viaggi”, ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello. Capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute.
Il Ministero ha ribadito che continuerà a garantire un monitoraggio costante e puntuale della situazione epidemiologica, con un’attenta analisi del rischio. Eventuali aggiornamenti o variazioni significative del quadro saranno comunicati tempestivamente alla popolazione.
Cos’è il virus Nipah e come si trasmette
Il virus Nipah è un patogeno zoonotico raro. Ovvero un virus che può essere trasmesso all’uomo attraverso il contatto con animali infetti, come i pipistrelli. In alcuni casi è possibile anche la trasmissione da persona a persona, ma secondo le valutazioni attuali questa modalità presenta un basso rischio di diffusione, soprattutto al di fuori dei contesti strettamente legati ai focolai.
Il primo focolaio di infezione è stato identificato nel 1998. Da allora, episodi sporadici o cluster localizzati sono stati segnalati in diversi Paesi asiatici. Tra cui Bangladesh, India, Malesia, Filippine e Singapore. Le autorità sanitarie internazionali monitorano costantemente la situazione per prevenire eventuali espansioni del contagio.
Nessuna restrizione ai viaggi e sorveglianza attiva
Alla luce delle informazioni attuali, non sono state introdotte restrizioni ai viaggi da e per l’India. Le autorità italiane, in linea con gli altri Paesi europei, ritengono che non vi siano le condizioni per adottare misure aggiuntive.
Resta comunque attiva la rete di sorveglianza sanitaria nazionale. La quale opera in stretto coordinamento con gli organismi internazionali per garantire una risposta tempestiva in caso di nuove evidenze. La collaborazione tra istituzioni centrali, Regioni e centri di riferimento rappresenta un elemento chiave per mantenere elevato il livello di attenzione senza generare allarmismi.
Situazione in Italia: nessun caso segnalato
Attualmente non risultano casi di virus Nipah in Italia. Le autorità sanitarie sottolineano che il rischio per la popolazione è molto basso e che il sistema sanitario è preparato a gestire eventuali situazioni di emergenza.
Il quadro resta quindi sotto controllo. Il Ministero della Salute continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione dei casi in India, assicurando trasparenza nelle comunicazioni e aggiornamenti puntuali qualora lo scenario epidemiologico dovesse cambiare.
