Il delirium post-operatorio (POD) o sindrome da degenza, è una complicanza frequente dopo intervento chirurgico, soprattutto nei pazienti anziani e fragili. Negli ultimi anni l’interesse scientifico è cresciuto in modo significativo, portando quindi a una revisione sistematica approfondita dei fattori di rischio perioperatori.
Uno studio pubblicato su Elsevier nel British Journal of Anaesthesia ha valutato inoltre in modo rigoroso le evidenze disponibili tra il 2015 e il 2020.
Cos’è il delirium post-operatorio?
Indice dei contenuti
Il delirium post-operatorio è uno stato acuto di alterazione cognitiva. E’ caratterizzato da disorientamento fluttuazioni dello stato di coscienza, difficoltà dell’attenzione, alterazioni del comportamento. E’ una complicanza multifattoriale con impatto clinico rilevante.
Le linee guida della European Society of Anaesthesiology raccomandano l’utilizzo di scale diagnostiche validate e un monitoraggio superiore alle 24 ore per una diagnosi corretta.
Obiettivo della revisione sistematica
Lo studio ha incluso esclusivamente, pazienti adulti, studi con scale diagnostiche validate, monitoraggio post-operatorio maggiore o uguale a 24 ore. Ha inoltre compreso studi osservazionali e casi-controllo.
Su 2.291 articoli iniziali, solo 169 studi hanno soddisfatto i criteri di qualità richiesti. Sono stati estratti 576 potenziali fattori di rischio, suddivisi tra preoperatori, intraoperatori e postoperatori.
Fattori di rischio principali confermati dalla meta-analisi
Alcune variabili hanno avuto dati sufficientemente omogenei per una meta-analisi quantitativa. Tra queste, quattro sono risultate statisticamente significative. Aumenta significativamente la probabilità l’età avanzata, le malattie sistemiche gravi ed un maggior carico di comorbidità.
Inoltre un deficit cognitivo preoperatorio è un forte predittore di delirium.
Fattori non statisticamente significativi
Non è stata trovata associazione significativa con le differenze di genere (essere uomo o donna è indifferente, così come l’indice di massa corporea.)
Checklist clinica dei fattori di rischio
Gli autori hanno sviluppato una checklist pratica per identificare pazienti ad alto rischio.
Fattori preoperatori
Età maggiore o uguale a 75 anni, gravità della malattia, deterioramento cognitivo, presenza di anemia o malattie croniche.
Fattori intraoperatori
Altri fattori comprendono aver subito trasfusioni, avere ipotensione, aver subito chirurgia cardiaca, ortopedica. La prolungata di intervento Durata prolungata di anestesia
Fattori postoperatori
Nel post operatorio elementi di rischio possono essere la ventilazione meccanica prolungata e la degenza ospedaliera, soprattutto in terapia intensiva. Altri creatinina elevata, presenza di infezioni polmonari, patologie neurologiche o psichiatriche.
Implicazioni cliniche
L’identificazione precoce dei pazienti a rischio consente di ottimizzare la preparazione preoperatoria e di correggere anemia e squilibri elettrolitici. Permette di ridurre trasfusioni non necessarie, evitare ipotensione intraoperatoria e applicare protocolli ERAS.
Inoltre è fondamentale monitorare attivamente lo stato cognitivo. Inoltre una gestione personalizzata può ridurre l’incidenza di delirium e migliorare gli esiti post-chirurgici.
La standardizzazione metodologica futura sarà essenziale per produrre evidenze più solide e migliorare la prevenzione.
Fonte
Mevorach L., Forookhi A., Farcomeni A., Romagnoli S., Bilotta F.
Perioperative risk factors associated with increased incidence of postoperative delirium: systematic review and meta-analysis.
British Journal of Anaesthesia, Volume 130, Issue 2, febbraio 2023, pp. e254–e262.
Pubblicato da Elsevier. Science Direct.
Ulteriori approfondimenti fuori dallo studio
La ricerca ha analizzato solo persone al di sopra dei 75 anni, ma può accadere che anche pazienti giovani siano vittime di questo stato confusionale acuto nell’immediato periodo successivo a un intervento chirurgico. Altri fattori predisponenti riguardano l’abuso di alcool e droghe, alcune comorbidità e deprivazioni sensoriali.
Alcuni consigli dal Gruppo Ospedaliero Italiano GVM Research
La presenza dei familiari è preziosa per il paziente con delirium post-operatorio. Possono essere adottate dei comportamenti per gestire al meglio la situazione.
Il GVM pubblica sul suo sito questo elenco:
- parlare con tono calmo, guardando la persona negli occhi;
- monitorare la situazione e avvisare tempestivamente medici o infermieri in caso di alterazioni dello stato di coscienza;
- spiegare al paziente dove si trova, perché, chi sono le persone che gli stanno intorno, per orientarlo gradualmente alla realtà;
- aiutare la persona ad indossare sempre gli occhiali o le protesi acustiche se necessarie;
- portare in ospedale foto di famigliari o amici e un orologio che il paziente possa vedere dal proprio letto;
- raccontare della vita in famiglia / paese / quartiere, facendo riferimento a persone conosciute;
- sostenere la persona a seguire le indicazioni di medici, infermieri e fisioterapisti.
La tesi dall’Università di Padova, Scuola di Medicina e Chirurgia
Una tesi dall’Università di Padova dal titolo: “il delirium postoperatorio: approccio non farmacologico nella prevenzione e gestione del paziente geriatrico. Una revisione della letteratura”, affronta in modo alternativo l’argomento.
Secondo Siragusa Erica Maria, “gli studi consigliano di attuare come prima scelta interventi non farmacologici. I quali debbano orientare il paziente, migliorare il sonno, attuare una stimolazione cognitiva-motoria-sensoriale, garantire una buona nutrizione/idratazione, una mobilizzazione precoce e la presenza del caregiver.”
Sempre Siragusa afferma che “sull’assunzione di determinati farmaci, è stato dimostrato che l’utilizzo delle benzodiazepine aumentano gli esiti avversi, tra cui: le cadute, il deterioramento cognitivo e il delirium, e quindi sono controindicate.”
Cosa si può fare
Spesso negli ospedali è facile che ci sia una corsa contro il tempo. Sarebbe opportuno una formazione specifica correlata a questa sindrome del personale medico e parasanitario. In modo da incorrere nel riconoscimento tempestivo dei sintomi e relativo celere intervento.
