antimicrobico-resistenza e Spallanzani (foto fornita da comunicato stampa)

Nasce una rete italiana dedicata al contrasto dell’antimicrobico-resistenza, una delle emergenze sanitarie più rilevanti a livello globale. Il progetto è promosso dallIstituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, e coinvolge alcune tra le principali strutture italiane specializzate in malattie infettive.

L’obiettivo è chiaro: promuovere quindi un uso più appropriato degli antibiotici e costruire un modello clinico-gestionale condiviso, applicabile su scala nazionale.

Antimicrobico-resistenza: una minaccia per la salute pubblica

La resistenza agli antibiotici rappresenta oggi una criticità crescente per i sistemi sanitari. I dati europei indicano inoltre che l’Italia è tra i Paesi con la più alta diffusione di batteri resistenti.

L’eccessivo o inappropriato utilizzo di antibiotici è considerato una delle principali cause della comparsa e della diffusione di microrganismi multiresistenti. Le conseguenze sono quindi rilevanti sia sul piano clinico sia su quello economico. In Italia si stimano circa 12.000 decessi all’anno legati a infezioni causate da batteri resistenti, una quota significativa rispetto al totale registrato nell’Unione Europea.

Il progetto coordinato dallo Spallanzani

Per rispondere a questa situazione, lo Spallanzani ha avviato il progetto di ricerca “Network collaborativo a carattere nazionale per la realizzazione di un modello clinico-gestionale per l’ottimizzazione dell’uso dei farmaci antimicrobici (Antimicrobial Stewardship)”. L’iniziativa è finanziata dal ministero della Salute.

Oltre all’Istituto Superiore di Sanità, partecipano cinque IRCCS di rilievo nazionale: la Fondazione Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’ISMETT di Palermo e l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona). I rappresentanti delle sette istituzioni hanno sottoscritto al Ministero della Salute il regolamento che disciplina il funzionamento della collaborazione.

La responsabile scientifica del progetto per l’INMI Spallanzani, Stefania Cicalini, evidenzia come l’antimicrobico-resistenza sia una priorità mondiale con ricadute significative sulla salute e sull’ambiente. Il nuovo network punta a definire un modello condiviso di uso corretto degli antibiotici, sviluppato nei centri di riferimento e trasferibile anche ai contesti territoriali.

Un modello per l’uso appropriato degli antibiotici

Il progetto prevede l’integrazione di sistemi informatici avanzati per raccogliere e analizzare dati clinici provenienti da diverse strutture. Sono inoltre previsti percorsi diagnostici innovativi, con l’impiego di test molecolari in grado di identificare rapidamente le resistenze batteriche.

Il modello include strumenti digitali a supporto dei professionisti sanitari e programmi di formazione interattiva per favorire l’adozione di buone pratiche cliniche. L’obiettivo è creare uno standard nazionale di antimicrobial stewardship, adattabile alle specificità dei diversi territori.

La direttrice generale dello Spallanzani, Cristina Matranga, e il direttore scientifico, Enrico Girardi, sottolineano come l’antibiotico-resistenza e le infezioni correlate all’assistenza rappresentino vere e proprie “pandemie silenziose”. Il network nasce con l’intento di ridurne l’impatto, tutelare la salute dei cittadini e contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

In foto: immagine fornita da CS Spallanzani