Un portale per recensioni sulla Sanità (Foto Free-Photos da Pixabay)

Sdraiati su un letto di ospedale, oppure durante una visita prenotata tramite il Sistema Sanitario Nazionale, quanto volte ci è capitato di pensare: ” quanto sarebbe bello avere una sorta di “TripAdvisor della sanità”. Uno strumento pubblico o certificato che permetta ai cittadini di orientarsi meglio tra strutture, servizi e professionisti, valorizzando la qualità delle cure e l’esperienza dei pazienti.

Del resto oggi ad esempio scegliere un ristorante o un hotel è semplice: bastano pochi clic per consultare recensioni, valutazioni e commenti di altri utenti. Quando però si tratta di scegliere un ospedale, un medico o una struttura sanitaria, l’accesso a informazioni chiare e comparabili diventa molto più complesso. Eppure la posta in gioco è decisamente più alta.

Informazioni sanitarie: molte fonti, poca chiarezza

Oggi i cittadini raccolgono informazioni sulla sanità in modo frammentato. Passaparola, forum online, social network e ricerche su Google rappresentano spesso le principali fonti di orientamento. Tuttavia, queste informazioni non sono sempre affidabili, aggiornate o contestualizzate.

Esistono già piattaforme che consentono di esprimere valutazioni su medici e strutture, ma sarebbe necessario un riferimento unico e riconosciuto.

Le piattaforme che già esistono

In Italia e all’estero sono attivi diversi servizi che, in parte, svolgono una funzione simile a quella ipotizzata.

Nel nostro Paese, portali come MioDottore.it o Doctolib permettono ai pazienti di prenotare visite e lasciare recensioni sui professionisti della sanità, soprattutto per quanto riguarda aspetti come puntualità, comunicazione e disponibilità. Anche Google Reviews viene spesso utilizzato per valutare ospedali e strutture sanitarie, sebbene non sia pensato specificamente per il settore della salute.

A livello internazionale esistono piattaforme come Healthgrades, RateMDs e Vitals, molto diffuse negli Stati Uniti, che raccolgono giudizi su medici e ospedali, integrando talvolta dati su specializzazioni e percorsi di carriera. Nel Regno Unito, il servizio pubblico NHS Choices consente ai cittadini di consultare informazioni ufficiali sulle strutture sanitarie e di lasciare feedback sulle cure ricevute.

Questi strumenti rappresentano un primo passo, ma non costituiscono ancora un sistema organico, uniforme e istituzionalmente riconosciuto.

Perché un sistema strutturato farebbe la differenza

La necessità è quella di un punto di riferimento dove integrare più livelli di informazione, distinguendo chiaramente tra esperienza del paziente e qualità clinica.

Accanto alle recensioni, potrebbero trovare spazio dati certificati su esiti delle cure, tempi di attesa, organizzazione dei servizi, rispetto dei protocolli di sicurezza e qualità dell’assistenza infermieristica. Un sistema di questo tipo aiuterebbe i cittadini a compiere scelte più consapevoli. Inoltre offrirebbe alle strutture uno strumento di miglioramento continuo.

Tutela dei professionisti e uso responsabile delle valutazioni

Un aspetto centrale riguarda la protezione di medici, infermieri e operatori sanitari. Le valutazioni dovrebbero essere raccolte e pubblicate secondo criteri chiari, verificabili e rispettosi.

Il racconto dell’esperienza del paziente può essere prezioso, ma va contestualizzato. La sanità richiede strumenti di valutazione adeguati alla sua complessità, capaci di tenere conto anche delle condizioni cliniche, dell’urgenza e delle risorse disponibili.

Le pericolose criticità

La malattia è un’esperienza carica di stress, paura e aspettative. Un esito clinico negativo, anche quando inevitabile, può tradursi in giudizi molto duri che non riflettono la qualità reale delle cure. Senza filtri adeguati, le recensioni rischiano di raccontare più lo stato d’animo del paziente che l’effettivo livello professionale di medici e infermieri.

La confusione tra esperienza e qualità clinica

Un medico empatico può ricevere ottime valutazioni anche se opera in un contesto con esiti mediocri, mentre un professionista molto competente ma meno comunicativo può essere penalizzato. Se non si distingue chiaramente tra qualità della relazione e qualità delle cure, il sistema rischia di essere fuorviante.

Il danno reputazionale ai professionisti

Una singola recensione negativa,può incidere in modo sproporzionato sulla reputazione di un medico o di una struttura. A differenza di altri settori, in sanità il danno reputazionale può avere effetti diretti sulla carriera e sulla fiducia dei pazienti, anche in assenza di reali responsabilità.

Il rischio di uso strumentale o scorretto

Esiste inoltre la possibilità di recensioni false, scritte da persone che non sono state realmente pazienti, oppure di valutazioni usate come forma di pressione, ritorsione o conflitto. Senza sistemi di verifica, il rischio di manipolazione è elevato.

Se le valutazioni diventano determinanti, alcuni professionisti potrebbero essere indotti a privilegiare decisioni “popolari” o rassicuranti, invece di quelle clinicamente più appropriate ma meno gradite al paziente. Questo rischio, noto come medicina difensiva, potrebbe accentuarsi.

Le disuguaglianze territoriali

Strutture che operano in contesti difficili o con utenze più fragili rischierebbero valutazioni peggiori rispetto a ospedali situati in aree meglio servite, ampliando la distanza percepita tra territori invece di ridurla.

La tutela dei dati e della privacy

Qualsiasi piattaforma sanitaria deve gestire informazioni estremamente sensibili. Il rischio di violazioni della privacy o di utilizzo improprio dei dati è un tema centrale e richiede standard di sicurezza molto elevati.

Può essere uno strumento utile solo se progettato con regole chiare, verifiche rigorose e una forte governance pubblica o indipendente. Senza queste garanzie, il rischio è di creare più confusione che trasparenza, danneggiando sia i professionisti sia i cittadini che si vorrebbero tutelare.

Possibili soluzioni

Già l’esperienza dei commenti sui social network ci ha restituito un mondo pieno di occasioni ma anche di insidie. Tra Haters, dichiarazioni senza controllo, accanimento personali verso personaggi esposti, abbiamo assistito ad un po’ di tutto.

Il cittadino può raccontare come è stato accolto, se ha ricevuto informazioni chiare, se l’organizzazione ha funzionato. L’esito clinico, invece, non può essere giudicato con una stella: va raccontato con dati aggregati e certificati, provenienti da fonti ufficiali. Questo evita che la rabbia per una diagnosi difficile si trasformi in una condanna pubblica.

No anonimato e diritto di replica

Può recensire solo chi ha realmente avuto accesso a quella struttura o a quel servizio, tramite prenotazione, ricovero o ticket. Niente anonimato assoluto e niente commenti “a distanza”. Questo riduce drasticamente haters, fake e accanimenti personali.

I contenuti offensivi, accusatori o diffamatori vanno fermati prima della pubblicazione.

Medici e strutture devono poter rispondere, ma in modo tutelato e non conflittuale, senza violare la privacy del paziente.

Una valutazione dovrebbe tenere conto del contesto: pronto soccorso, emergenza, alta complessità clinica non possono essere giudicati come una visita programmata. Le stelle semplici funzionano per gli hotel, non per la sanità.

Infine, ma non per ultimo, la piattaforma deve avere una regia pubblica, universitaria o indipendente, con criteri trasparenti, controlli e responsabilità chiare.

Ne vale quindi davvero la pena?