Actinolite, l’amianto verde-nero o pietra raggiata

Actinolite

L’actinolite è uno dei sei minerali fibrosi che, in natura, costituiscono il gruppo dell’amianto o asbesto. Si tratta di uno dei cinque classificati nella serie degli anfiboli, mentre l’unico che fa parte dei serpentini è il crisotilo (che è anche il più diffuso tipo).

L’actinolite è anche conosciuta come amianto verde-nero o amianto bruno per via della sua colorazione e dal greco il suo nome – actinoto, ακτινωτο – si traduce come “pietra raggiata”.

È un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio, con composizione chimica (2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-66-4); si decompone ad una temperatura compresa tra i 620 e i 900 gradi.

Gli altri minerali di amianto sono: amosite, antofillite, crisotilo, crocidolite e tremolite. A seconda dei luoghi di provenienza, hanno caratteristiche diverse per colore e modalità di lavorazione, ma tutti hanno in comune una natura fibrosa. Essa li rende altamente sfaldabili in particelle minuscole, che possono essere inalate e che possono posarsi nell’acqua ed essere successivamente ingerite. Tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, come riportato anche nella monografia IARC.

Dove si può trovare l’amianto verde-nero actinolite

L’actinolite è un minerale di amianto che si trova in Europa, in diversi Paesi quali Francia, Austria e Svizzera (arco alpino) e Norvegia; nei Paesi di Madagascar, Tanzania e Canada è disponibile in varietà gemma.

Si presenta sotto forma di cristalli di circa 15 centimetri, sia in forma granulare che massiva. Ha una lucentezza vitrea e i colori vanno dal verde chiaro allo scuro, con anche tonalità nere e grigie. Data la sua bellezza, in molti Paesi è usata come pietra ornamentale.

L’actinolite è pericolosa soltanto nella sua forma fibrosa, nota come Byssolite.

L’amianto nell’edilizia e nei trasporti

L’amianto è un materiale potenzialmente indistruttibile: è resistente al calore e al fuoco, è inattaccabile da agenti esogeni come ad esempio gli acidi. Inoltre è estremamente flessibile e questo lo rende particolarmente lavorabile; è fonoassorbente, perciò molto usato nel settore edile per costruire edifici sia pubblici che privati, in molti dei quali è ancora presente. Parliamo di scuole, palestre, case, acquedotti, mezzi di trasporto.

Per decenni l’asbesto è stato utilizzato in tutto il mondo e in alcuni Paesi il suo utilizzo è ancora consentito. In Italia il suo uso è vietato dal 1992 (L 257/92), tuttavia la legge non ne ha imposto la rimozione, per cui l’amianto è ancora molto presente nell’ambiente, che invece andrebbe tutelato il più possibile anche con l’attuazione dei nuovi modelli di sostenibilità. La rimozione (bonifica) dell’amianto è una pratica che deve essere eseguita con particolare attenzione per non disperdere le particelle nell’ambiente ed è effettuata da ditte specializzate. Le tecniche di bonifica sono incapsulamento, confinamento e rimozione con smaltimento.

Actinolite, i rischi per la salute umana

Come tutti gli altri minerali di amianto, l’actinolite è pericolosa per la salute e cancerogena se l’esposizione avviene nella sua forma di silicato fibroso, ossia come byssolite. Può infatti sfaldarsi in fibre sottilissime dette fibrille che risultano impercettibili alla vista e che possono restare nell’aria, senza posarsi al suolo, anche per molte ore (addirittura fino a 48 ore). Il rischio concreto per chi si trova in presenza di amianto, è dunque quello di inalarne le particelle o di ingerirle insieme all’acqua se esso si sfalda. Gli effetti sull’organismo umano sono molto dannosi: possono svilupparsi infiammazioni gravissime e cancro.

La lista delle patologie asbesto correlate è molto lunga: sono malattie molto gravi, alcune delle quali hanno come causa principale proprio l’esposizione all’amianto (ad esempio i vari tipi di mesotelioma).

I danni dell’actinolite: prevenzione e risarcimento

L’actinolite è un anfibolo, quindi una specie di minerale più lesiva per la salute, fermo che, anche il crisotilo è cancerogeno. Per questi motivi, è necessario prima di tutto il bando globale dell’amianto, e poi la bonifica qui in Italia. Ce ne sono ancora 40.000.000 di tonnellate nel nostro Paese. Nel Mondo continuano le esposizioni alla fibra killer. La capacità delle fibre, tutte, compreso l’actinolite, di danneggiare la salute rende necessaria la prevenzione.

Quindi è necessaria la tutela del diritto alla salute con la prevenzione. Quindi tutelare l’ambiente. Un nuovo modello di impresa, ecocompatibile ed ecosostenibile; nuovi strumenti tecnico normativi e legislativi. Risorse anche attraverso l’uso della leva fiscale e del credito di imposta favoriscano la bonifica. Così anche il Senatore Durigon, nel corso di un colloquio al termine dei lavori del Convegno ‘Sport Salute e Sostenibilità’.

Questo convegno si è tenuto al CONI il 22.02.2022, presieduto dal Presidente Malagò, che è stato premiato dall’ONA con una targa commemorativa, consegnata dall’Avv. Ezio Bonanni. Lo straordinario successo dei nostri atleti, nei giochi olimpici di Pechino è il doveroso passaggio di testimone che deve impegnare i nostri politici nella bonifica. L’on. Andrea Costa concorda sulla necessità delle bonifiche, come testimonia l’incontro al Ministero della Salute (15 marzo 2022).

E’ infatti inaccettabile che, ancora nel 2022, ci siano 40.000.000 di tonnellate di amianto in Italia. Ancora nel 2021, sono stati censiti circa 7.000 decessi per malattie asbesto correlate come riporta “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Di bonifiche si è parlato anche a Bologna nel recente convegno “Amianto: prevenzione e bonifica, tutela della salute e dell’ambiente”.

In caso di esposizione, ovvero di danni, si può chiedere assistenza all’Osservatorio Vittime del Dovere. Se vuoi un parere legale gratuito compila il formulario che trovi di seguito.

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