Sigarette elettroniche: danni alla salute

Le sigarette elettroniche, conosciute anche come e-cig o vape, sono dispositivi progettati per offrire un’alternativa al fumo tradizionale, eliminando la combustione del tabacco e sostituendola con un sistema di vaporizzazione. In questa guida vediamo come funzionano a livello tecnologico, come sono composti i liquidi e come sono cambiate nel tempo. Al momento siamo alla quinta generazione in commercio di sigarette elettroniche. Vediamo in particolare quali danni alla salute provocano e quali sono i rischi per gli adolescenti che iniziano a fumarle.

L’idea alla base delle sigarette elettroniche è quella di ridurre i danni legati al fumo, permettendo ai fumatori di assumere nicotina senza inalare le numerose sostanze tossiche prodotte dalla combustione.

La prima sigaretta elettronica è del lontano 1965 con brevetto depositato dallo statunitense Herbert A. Gilbert. A livello commerciale fu un insuccesso totale. Il pubblico non la trovò soddisfacente a livello di esperienza e di gusto. All’epoca il successo delle sigarette classiche era probabilmente al suo apice e il mercato non era pronto a un’alternativa alle sigarette.

Cosa sono le sigarette elettroniche?

Ma andiamo con ordine: cosa sono e come sono fatte le sigarette elettroniche?

Il dispositivo è elettrico. Per mezzo di una corrente elettrica, riscalda gli elementi resistivi che portano a temperatura di ebollizione il liquido contenuto. Il liquido quindi evapora ma non viene portato a combustione. Il liquido è conosciuto come e-liquid ed è una soluzione a base di uno o più componenti. Contiene sicuramente glicerolo e probabilmente glicole propilenico, aromi alimentari e nicotina, a seconda del gusto personale. Il liquido viene dall’atomizzatore, alimentato a batterie.

Come funzionano le sigarette elettroniche?

Il principio di funzionamento delle sigarette elettroniche quindi è piuttosto semplice. Un sistema a batteria alimenta una resistenza, chiamata coil, che riscalda un liquido specifico trasformandolo in vapore. La nicotina, presente in diverse concentrazioni, è facoltativa e può essere omessa per chi desidera solo l’esperienza sensoriale dello svapo. Gli aromi, naturali o artificiali, offrono una vasta gamma di sapori, dal classico tabacco ai gusti fruttati e mentolati.

Il vapore prodotto viene inalato attraverso un boccaglio, offrendo una sensazione simile a quella del fumo tradizionale, ma senza la combustione della carta e del tabacco, che sono le principali fonti di sostanze cancerogene nelle sigarette classiche.

Quando e perché sono nate le sigarette elettroniche?

Le prime sigarette elettroniche in commercio sono nate nel 2003. Le ha create Hon Lik, un farmacista cinese che cercava un’alternativa più sicura alle sigarette tradizionali. L’idea gli venne dopo aver perso suo padre, un fumatore accanito, a causa di un tumore ai polmoni. Il suo obiettivo era quello di creare un dispositivo che fornisse nicotina senza il rilascio di catrame e monossido di carbonio, due tra i principali responsabili delle malattie causate dal fumo.

Dopo essere state introdotte sul mercato cinese, le e-cig si sono rapidamente diffuse in Europa e negli Stati Uniti. Con il tempo, la tecnologia si è evoluta e i dispositivi hanno subito notevoli miglioramenti, diventando più potenti, personalizzabili, facili da usare e volendo usa e getta.

Le diverse generazioni di sigarette elettroniche

Dalla loro invenzione, le sigarette elettroniche hanno subito un’evoluzione costante, passando attraverso diverse generazioni. I primi dispositivi, conosciuti come cigalike, avevano una forma simile a quella delle sigarette tradizionali e utilizzavano cartucce pre-riempite con liquido. Erano molto semplici da usare, ma offrivano un’esperienza limitata, con poca autonomia e una resa aromatica poco soddisfacente.

Con il tempo, si è passati ai modelli a forma di penna, più potenti e con batterie più durature. Questi dispositivi hanno introdotto la possibilità di ricaricare manualmente il liquido e di sostituire le resistenze, migliorando così la qualità dello svapo.

L’evoluzione successiva ha portato alla nascita delle box mod, dispositivi personalizzabili con batterie intercambiabili e impostazioni avanzate. Queste sigarette elettroniche permettono di regolare la potenza e la temperatura, consentendo agli utenti più esperti di ottenere una maggiore quantità di vapore e un sapore più intenso.

Negli ultimi anni, le pod mod hanno rivoluzionato il settore, combinando la semplicità d’uso con prestazioni elevate. Questi dispositivi utilizzano cartucce ricaricabili o pre-riempite e offrono una gestione più efficace della nicotina, specialmente nella forma salina, che garantisce un assorbimento più rapido e una sensazione simile a quella della sigaretta tradizionale.

L’ultima innovazione è rappresentata dai dispositivi monouso e dai sistemi dotati di intelligenza artificiale, che regolano automaticamente il flusso d’aria e la potenza in base alle abitudini dell’utente, rendendo l’esperienza ancora più intuitiva e sicura. Sono conosciute come puff.

Cosa c’è nell’e-liquid delle sigarette elettroniche?

Vediamo nel dettaglio cosa sono i componenti del liquido:

  • glicole propilenico (E1520) è un additivo alimentare e farmaceutico commestibile potabile ed iniettabile, usato per allungare o disciogliere altre sostanze;
  • glicerolo (E422) è un costituente naturale di oli e grassi presente naturalmente nel corpo umano, è un additivo vegetale alimentare e farmaceutico commestibile e iniettabile, utilizzabile in ambito medico, culinario e cosmetico.
  • aromi alimentari, ovvero i sapori ed odori naturali concentrati derivati da fonti naturali e artificiali, con una vasta gamma di molecole spesso estratte da prodotti naturali. Per esempio limonene (agrumi), mentolo (menta), pinene (conifere), eucaliptolo (eucalipto), gamma-nonalattone (cocco), frambinone (lampone), cinnamato (ciliegia, cannella), linalolo (basilico), geraniolo (geranio), vanillina (vaniglia), gamma-undecalattone (pesca) beta-ionione (viola) e altri.

I rischi delle sigarette elettroniche: cosa bisogna sapere

Negli ultimi anni, le sigarette elettroniche hanno guadagnato popolarità come alternativa alle sigarette tradizionali, con l’idea che siano meno dannose per la salute. Tuttavia, nonostante l’assenza di combustione e la riduzione di alcune sostanze tossiche tipiche del fumo di tabacco, i rischi per la salute ci sono. Infatti diverse ricerche hanno evidenziato la presenza di sostanze nocive nell’aerosol inalato. Inoltre le sigarette elettroniche, specialmente quelle di ultima generazione, inducono la dipendenza da nicotina se presente in modo anche più efficace rispetto alle sigarette classiche. Oltre ai rischi per la salute ci sono i rischi per l’ambiente. Le sigarette elettroniche infatti sono costruite con materiali non degradabili e causano inquinamento. Ci sono poi persino alcuni rischi legati al malfunzionamento del dispositivo con conseguenti incidenti, anche gravi. Se la batteria della sigaretta scoppia durante l’inalazione o mentre la si tiene in mano può causare infatti infortuni seri.

Le sostanze nocive presenti nell’aerosol: quali sono?

Uno degli aspetti più discussi riguarda la composizione dell’aerosol prodotto dalle sigarette elettroniche. A differenza del fumo di sigaretta, che contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, l’aerosol delle e-cig è spesso considerato meno pericoloso perché non contiene catrame o monossido di carbonio. Tuttavia, diversi studi hanno rilevato la presenza di metalli pesanti come piombo, nichel e cromo, probabilmente derivanti dall’usura delle resistenze metalliche che riscaldano il liquido. L’inalazione di questi metalli nel tempo può causare problemi respiratori e neurologici, oltre ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Oltre ai metalli, nell’aerosol sono stati trovati composti organici volatili e sostanze irritanti come la formaldeide e l’acetaldeide, che, se inalate frequentemente, possono provocare danni ai polmoni e infiammazioni delle vie respiratorie.

Alcune di queste sostanze sono considerate cancerogene e, sebbene in quantità inferiori rispetto alle sigarette tradizionali, rappresentano comunque un rischio per la salute.

Qui potete approfondire leggendo una ricerca dal titolo: Are e-cigarettes a safe alternative to cigarette smoking?

Le malattie correlate all’uso delle sigarette elettroniche

Sebbene le e-cig siano sul mercato da poco più di vent’anni, le ricerche scientifiche stanno iniziando a identificare alcune patologie associate al loro utilizzo. Tra i problemi più documentati ci sono le infiammazioni croniche delle vie respiratorie, come la bronchite cronica e la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) che riducono la capacità polmonare.

Nel 2019 negli Stati Uniti si è registrato un allarmante aumento di casi di EVALI (E-cigarette or Vaping product use-Associated Lung Injury). Si tratta di una grave forma di lesione polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche. Le indagini hanno rivelato che molti dei pazienti avevano utilizzato dispositivi contenenti THC o additivi dannosi, come l’acetato di vitamina E. Sebbene il problema sia stato in parte arginato con regolamentazioni più severe, resta il timore che l’uso prolungato di alcuni liquidi possa comunque danneggiare i polmoni.

In particolar modo bisogna prestare attenzione alle sigarette elettroniche vendute abusivamente e a quelle che contengono THC nei paesi, come l’Italia, in cui la sostanza è illegale. Potrebbe infatti trattarsi di dispositivi non sicuri.

Anche il sistema cardiovascolare può essere influenzato dallo svapo. Alcuni studi suggeriscono che l’inalazione di nicotina e sostanze irritanti possa aumentare il rischio di ipertensione e aterosclerosi, contribuendo a un maggiore pericolo di infarti e ictus nel lungo periodo.

Leggi anche: sigarette elettroniche, la nicotina e i rischi per il feto

Cosa dicono gli studi scientifici?

Le ricerche sulle sigarette elettroniche sono ancora in corso, ma alcune evidenze iniziano a emergere. Un report pubblicato dal Public Health England ha concluso che le sigarette elettroniche sono circa il 95% meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, poiché eliminano la combustione e molte delle sostanze tossiche presenti nel tabacco.

Tuttavia, studi condotti dall’American Heart Association hanno evidenziato un possibile legame tra l’uso prolungato delle e-cig e un aumento del rischio di ipertensione e problemi cardiovascolari. Allo stesso modo, una ricerca dell’Università della California ha mostrato che chi utilizza abitualmente le sigarette elettroniche ha una probabilità maggiore di sviluppare bronchite cronica e BPCO, malattie tipicamente associate al fumo tradizionale.

Un’altra preoccupazione sollevata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguarda la diffusione delle e-cig tra i giovani. Alcuni studi suggeriscono che l’uso della sigaretta elettronica possa fungere da “porta d’ingresso” al fumo tradizionale, un fenomeno noto come “effetto gateway”.

Qui trovate una ricerca sull’uso di JUULS e altre sigarette elettroniche tra i giovani, rischi e prevenzione

Il rischio di sviluppare dipendenza e il caso della nicotina sintetica

Uno dei problemi principali legati alle sigarette elettroniche è la dipendenza. La nicotina stimola il rilascio di dopamina nel cervello, provocando una sensazione di piacere e benessere temporaneo. Con il tempo, il cervello si abitua a questa stimolazione e richiede dosi sempre più elevate, rendendo difficile smettere.

Negli ultimi anni, è stata introdotta la nicotina sintetica, una versione prodotta in laboratorio che, a livello chimico, è identica a quella estratta dal tabacco. La differenza principale è che, essendo tecnicamente “non derivata dal tabacco”, sfugge a molte regolamentazioni sul controllo della nicotina.

Qui trovate uno studio sull’impatto dei liquidi e dei dispositivo sull’esposizione alla nicotina.

Un fenomeno particolarmente preoccupante riguarda le puff, ovvero le sigarette elettroniche usa e getta, molto diffuse tra i giovani perché con forme e colori accattivanti. Spesso contengono quantità di nicotina elevate. Alcuni modelli possono contenere l’equivalente di 40-50 sigarette tradizionali, il che aumenta drasticamente il rischio di dipendenza tra gli adolescenti e i giovani adulti.

L’impatto ambientale e i materiali non biodegradabili

Oltre ai rischi per la salute, le sigarette elettroniche pongono anche un serio problema ambientale. Molti dispositivi, soprattutto quelli usa e getta, contengono batterie al litio, plastica e circuiti elettronici che non sono facilmente riciclabili. Quando vengono smaltiti in modo improprio, possono rilasciare sostanze tossiche nel terreno e nelle falde acquifere.

Le cartucce e le pod ricaricabili sono realizzate in plastica non biodegradabile, contribuendo all’aumento dei rifiuti elettronici. Inoltre, i liquidi per sigarette elettroniche spesso contengono sostanze chimiche che, se disperse nell’ambiente, possono avere effetti nocivi sugli ecosistemi.

L’assenza di un sistema efficiente per il riciclo delle sigarette elettroniche rende il problema ancora più grave, soprattutto considerando il rapido aumento del numero di dispositivi utilizzati a livello globale.

I rischi fisici legati alle esplosioni delle sigarette elettroniche

Un altro aspetto poco considerato, ma reale, è il rischio di esplosione delle batterie delle sigarette elettroniche. I dispositivi sono alimentati da batterie al litio, che possono surriscaldarsi e, in alcuni casi, esplodere se danneggiate o sovraccaricate.

Diversi casi di cronaca hanno riportato episodi di sigarette elettroniche esplose nelle tasche o durante l’uso, causando ustioni e lesioni al viso, alle mani e persino alla bocca. Questi incidenti avvengono spesso a causa di batterie difettose, utilizzo improprio o caricabatterie non originali.

I dispositivi più economici e di bassa qualità sono particolarmente a rischio, poiché potrebbero non avere sistemi di protezione adeguati contro il surriscaldamento. È quindi fondamentale, come già detto, acquistare prodotti certificati e seguire le istruzioni per un utilizzo sicuro, evitando di esporre le batterie a temperature estreme o di usarle se danneggiate.