Tumore ovarico avanzato, al Gemelli in sperimentazione terapia con radiofarmaco
Una nuova strategia terapeutica potrebbe offrire maggiori possibilità di trattamento alle donne affette da tumore ovarico avanzato con carcinosi peritoneale.…
Il tumore ovarico è una delle neoplasie ginecologiche più complesse, poiché si sviluppa spesso in modo silente. A causa della mancanza di sintomi specifici nelle fasi iniziali, la diagnosi precoce rappresenta ancora oggi una sfida cruciale per la medicina oncologica.
Nelle fasi d’esordio, i segnali possono essere lievi e facilmente confondibili con disturbi gastrointestinali. Tra i più comuni si riscontrano il gonfiore addominale persistente, il dolore pelvico, la necessità frequente di urinare e una precoce sensazione di sazietà durante i pasti. Prestare attenzione alla continuità di queste manifestazioni è fondamentale: se i sintomi durano per più di qualche settimana, è importante consultare un ginecologo per effettuare esami di approfondimento, come l’ecografia transvaginale e il dosaggio del marcatore CA-125.
La ricerca scientifica ha compiuto enormi progressi nella comprensione dei fattori di rischio, evidenziando il ruolo chiave della familiarità e delle mutazioni genetiche nei geni BRCA1 e BRCA2. Identificare queste varianti permette di attivare percorsi di sorveglianza intensiva o strategie di prevenzione personalizzate per le donne a rischio elevato.
Sul fronte dei trattamenti, l’approccio terapeutico è multidisciplinare. Oltre alla chirurgia e alla chemioterapia tradizionale, lo scenario attuale è stato rivoluzionato dall’introduzione dei farmaci biologici e degli inibitori di PARP. Queste terapie mirate agiscono specificamente sulle cellule tumorali, migliorando significativamente la prognosi e la qualità della vita delle pazienti. La personalizzazione delle cure rimane la strada vincente per combattere questa patologia.
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