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Tromboembolia venosa: cos’è, sintomi, cause e prevenzione

La tromboembolia venosa (TEV) è una patologia cardiovascolare complessa e potenzialmente grave, caratterizzata dalla formazione involontaria di un coagulo ematico (trombo) all’interno del sistema venoso. Questa condizione comprende due manifestazioni cliniche strettamente correlate: la trombosi venosa profonda (TVP), che si sviluppa prevalentemente nelle vene profonde degli arti inferiori, e l’embolia polmonare (EP), la complicanza più temibile che si verifica quando un frammento di trombo si stacca, viaggia nel circolo sanguigno e ostruisce le arterie polmonari.

I fattori di rischio associati alla TEV sono molteplici e spesso combinati. Tra i principali figurano l’immobilità prolungata — causata da lunghi viaggi, allettamento o ingessature —, interventi chirurgici recenti, traumi, malattie oncologiche, gravidanza, uso di contraccettivi orali o terapie ormonali, oltre a fattori genetici noti come trombofilie.

Saper riconoscere tempestivamente i segnali d’allarme è fondamentale per prevenire conseguenze fatali. La TVP si presenta in genere con dolore localizzato, gonfiore improvviso, senso di pesantezza e arrossamento della gamba interessata. L’embolia polmonare, al contrario, si manifesta con un’improvvisa difficoltà respiratoria (dispnea), dolore toracico acuto, tosse e talvolta battito cardiaco accelerato o svenimento.

La diagnosi precoce si basa su esami specifici come l’ecocolordoppler venoso, il dosaggio del D-dimero e l’angio-TC. Il cardine del trattamento è rappresentato dalla terapia con farmaci anticoagulanti, che impediscono al coagulo di ingrandirsi e riducono il rischio di recidive.

La prevenzione gioca un ruolo decisivo: mantenere uno stile di vita attivo, idratarsi adeguatamente, evitare il fumo ed eseguire una profilassi farmacologica o meccanica (come le calze a compressione) nei momenti a maggior rischio consente di salvaguardare efficacemente la salute vascolare.