Tumori, scoperto il ruolo insidioso degli estrogeni
Un recente studio condotto dal Duke Cancer Institute ha messo in luce un aspetto inedito e insidioso degli estrogeni nella…
La TATE (Tumor-Associated Tissue Eosinophilia), o eosinofilia tessutale associata al tumore, indica l’infiltrazione diretta degli eosinofili — un tipo di globuli bianchi — nel microambiente di una neoplasia. Sebbene gli eosinofili siano noti principalmente per il loro ruolo nelle reazioni allergiche e nell’immunità contro i parassiti, la loro presenza nei tessuti tumorali ha attirato un crescente interesse in oncologia.
Questo fenomeno si riscontra in diverse tipologie di tumori solidi, tra cui i carcinomi del distretto testa-collo, del colon-retto, dell’esofago e del polmone. Il reclutamento degli eosinofili nella sede del tumore è mediato da specifiche chemochine e citochine rilasciate dalle cellule tumorali o dallo stroma circostante.
L’effetto della TATE sul decorso clinico è complesso e varia a seconda dell’organo interessato. Nella maggior parte dei casi, un’elevata presenza di eosinofili è considerata un fattore prognostico favorevole, suggerendo un’attiva risposta immunitaria antitumorale e una migliore sopravvivenza complessiva. Tuttavia, in specifici contesti tumorali, gli eosinofili possono promuovere l’angiogenesi e il linfoangiogenesi, favorendo paradossalmente la progressione della malattia.
Comprendere i meccanismi molecolari della TATE è fondamentale per la medicina di precisione. Monitorare questo marcatore tessutale può offrire preziose indicazioni prognostiche e guidare lo sviluppo di nuove strategie immunoterapeutiche mirate a modulare la risposta immunitaria dell’ospite contro le cellule tumorali.
Un recente studio condotto dal Duke Cancer Institute ha messo in luce un aspetto inedito e insidioso degli estrogeni nella…