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SICI: l’inibizione intracorticale per studiare il cervello

La SICI, acronimo di Short-Interval Intracortical Inhibition (Inibizione Intracorticale a Breve Intervallo), è un protocollo neurofisiologico avanzato che utilizza la stimolazione magnetica transcranica (TMS) per valutare l’eccitabilità del cervello. Nello specifico, la SICI permette di misurare in modo non invasivo la funzionalità dei circuiti inibitori presenti all’interno della corteccia motoria umana.

Il meccanismo si basa sulla somministrazione di una coppia di impulsi magnetici a distanza di pochissimi millisecondi l’uno dall’altro. Il primo impulso, sottosoglia, attiva gli interneuroni GABAergici locali; il secondo impulso, soprasoglia, genera una risposta motoria. Se il lasso di tempo tra i due stimoli è compreso tra 1 e 6 millisecondi, la risposta motoria risulta ridotta: questo fenomeno rappresenta l’efficacia del sistema di inibizione del nostro cervello.

Dal punto di vista clinico e di ricerca, la SICI è uno strumento di fondamentale importanza per comprendere le basi neurochimiche della corteccia cerebrale. Essa riflette principalmente l’attività dei recettori GABA-A, il principale neurotrasmettitore inibitorio.

Alterazioni nei valori della SICI sono state riscontrate in numerose patologie neurologiche e psichiatriche, tra cui il morbo di Parkinson, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la sindrome di Tourette e la schizofrenia. Monitorare questo parametro consente agli studiosi di comprendere meglio la fisiopatologia di queste condizioni, facilitando lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e la valutazione della plasticità cerebrale nel tempo.