Epatite C, in Italia 200mila infezioni non diagnosticate
In Italia si stimano circa 200mila infezione da virus Hcv, che causa l’epatite C, non ancora diagnosticate. Il numero emerge…
Lo screening per il virus dell’epatite C (HCV) rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione e salute pubblica. L’infezione da HCV è spesso definita un “killer silenzioso”: il virus può infatti risiedere nell’organismo per decenni senza manifestare sintomi evidenti, danneggiando progressivamente il fegato fino a causare patologie gravi come la cirrosi e il tumore epatico. Rilevare la presenza del virus in tempo è l’unico modo per evitare queste complicanze.
Oggi lo scenario terapeutico è radicalmente cambiato grazie all’introduzione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA). Queste terapie orali di ultima generazione permettono di eradicare completamente l’infezione in oltre il 95% dei casi, con cicli di cura brevi e pochissimi effetti collaterali. Tuttavia, l’efficacia di queste cure straordinarie dipende interamente dalla tempestività della diagnosi, rendendo i test di screening accessibili a tutti una priorità assoluta.
I programmi sanitari mirano a identificare il sommerso, ovvero le persone che hanno contratto il virus senza saperlo, offrendo test gratuiti e rapidi, come il prelievo ematico o il test salivare. Sottoporsi allo screening è un atto di responsabilità verso se stessi e verso la comunità: eliminare l’infezione nei singoli individui interrompe la catena di trasmissione, avvicinando il traguardo globale dell’eradicazione definitiva dell’epatite C entro i prossimi anni.
In Italia si stimano circa 200mila infezione da virus Hcv, che causa l’epatite C, non ancora diagnosticate. Il numero emerge…