Febbre tifoide: vaccino TCV protegge i bambini a lungo
La febbre tifoide, una malattia infettiva affligge l’umanità da secoli. Continua a rappresentare una seria minaccia nei Paesi con accesso…
La Salmonella typhi è un batterio patogeno responsabile della febbre tifoide, un’infezione sistemica potenzialmente grave che colpisce esclusivamente l’essere umano. A differenza dei ceppi responsabili delle comuni gastroenteriti, questo microrganismo è in grado di attraversare la mucosa intestinale, entrare nel circolo sanguigno e diffondersi a diversi organi e tessuti.
La trasmissione avviene prevalentemente per via oro-fecale, tramite il consumo di acqua o alimenti contaminati da deiezioni di persone infette o portatori sani. Le precarie condizioni igienico-sanitarie e la scarsa disponibilità di acqua potabile rappresentano i principali fattori di rischio, rendendo la malattia particolarmente diffusa nelle aree in via di sviluppo.
I sintomi compaiono in genere dopo un periodo di incubazione di una o due settimane e includono febbre alta e persistente, forte cefalea, debolezza estrema, dolori addominali, inappetenza e, talvolta, la comparsa di macchie rosate sul tronco (roseole tifiche). Nei casi non trattati tempestivamente con una specifica terapia antibiotica, la malattia può causare complicanze severe, come emorragie o perforazioni intestinali.
La prevenzione si basa su rigorose norme igieniche: bere solo acqua sigillata o bollita, consumare cibi ben cotti ed evitare alimenti crudi nei Paesi a rischio. Per i viaggiatori diretti in zone endemiche è inoltre raccomandata la vaccinazione antitifica, uno strumento fondamentale per ridurre significativamente il rischio di infezione.
La febbre tifoide, una malattia infettiva affligge l’umanità da secoli. Continua a rappresentare una seria minaccia nei Paesi con accesso…