Cancro: la proteina p62 è il nuovo bersaglio per le cure
Un team internazionale di ricercatori, guidato dal professor Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dell’Università Statale di Milano,…
La proteina p62, nota anche come sequestosoma 1 (SQSTM1), gioca un ruolo cruciale nella manutenzione della salute cellulare. Questa molecola funziona come un vero e proprio recettore per l’autofagia, il meccanismo biologico attraverso cui le cellule identificano, isolano e smaltiscono i propri componenti danneggiati, proteine difettose o organelli obsoleti.
Il meccanismo d’azione di p62 è affascinante: essa riconosce le strutture destinate alla distruzione grazie all’ubiquitina, una speciale “etichetta” chimica, e le trasporta verso gli autofagosomi, le strutture incaricate della loro degradazione. Quando il flusso autofagico funziona in modo efficiente, i livelli di p62 rimangono bilanciati, poiché la proteina stessa viene distrutta insieme al carico che trasporta. Un suo accumulo anomalo, al contrario, è spesso indice di un blocco nello smaltimento dei rifiuti cellulari.
Oltre a questa funzione di pulizia, p62 partecipa attivamente a importanti vie di segnalazione molecolare. È coinvolta nella risposta allo stress ossidativo attraverso la via Nrf2, regola la sopravvivenza e la risposta infiammatoria tramite NF-kB e coordina il metabolismo energetico cellulare.
Per queste sue molteplici funzioni, p62 è oggi al centro di numerose ricerche scientifiche. Alterazioni nell’espressione o nelle mutazioni di p62 sono associate a patologie neurodegenerative (come la SLA e il Parkinson), a malattie ossee come il morbo di Paget e allo sviluppo di diverse forme tumorali. Comprendere a fondo il comportamento della proteina p62 offre fondamentali prospettive per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche mirate.
Un team internazionale di ricercatori, guidato dal professor Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dell’Università Statale di Milano,…