Fulani: DNA unico rivela segreti di salute e adattamento
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Human Genetics e condotto dall’Università di Uppsala ha analizzato il DNA dei Fulani. Risultato?…
Il Plasmodium falciparum è un protozoo parassita unicellulare responsabile della forma più grave e letale di malaria nell’uomo, nota come “terzana maligna”. Trasmesso attraverso la puntura delle femmine di zanzara del genere Anopheles, questo microrganismo rappresenta da secoli una delle principali minacce per la salute pubblica globale, con una diffusione prevalente nelle regioni tropicali e sub-sahariane.
Il ciclo biologico del parassita è complesso e si articola tra la zanzara e l’ospite umano. Una volta introdotto nel sangue, raggiunge rapidamente il fegato per moltiplicarsi, per poi invadere i globuli rossi (eritrociti).
All’interno degli eritrociti, il patogeno assume una caratteristica forma ad anello ben visibile nei campioni di sangue al microscopio. Moltiplicandosi al loro interno, causa la rottura ritmica dei globuli rossi, provocando i tipici attacchi febbrili violenti e un’anemia severa.
A differenza delle altre specie di Plasmodio, il falciparum ha la peculiare capacità di modificare la superficie dei globuli rossi infetti, rendendoli “vischiosi”. Ciò fa sì che le cellule si aderiscano alle pareti dei piccoli vasi sanguigni, ostruendoli e bloccando il flusso ematico verso organi vitali come cervello, reni e polmoni. Questa complicazione, nota come malaria cerebrale, può condurre rapidamente al coma o alla morte se non trattata tempestivamente.
La prevenzione mediante reti da letto e insetticidi, unita all’impiego di farmaci antimalarici come le terapie a base di artemisinina e ai recenti vaccini, rimane fondamentale per combattere questo pericoloso patogeno.
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Human Genetics e condotto dall’Università di Uppsala ha analizzato il DNA dei Fulani. Risultato?…