Olo: il “colore impossibile” percepito per la prima volta
In uno studio pubblicato su Science Advances e Datadryad, un team di ricercatori ha sviluppato una tecnologia. Denominata “Oz”, che…
Il mondo della scienza dei colori è stato scosso da una scoperta straordinaria: l’esistenza di “Olo”, un colore mai visto prima d’ora dall’essere umano. Individuato nel 2025 da un team di ricercatori dell’Università della California di Berkeley, questo colore impossibile sfida i limiti biologici della nostra percezione visiva, aprendo nuovi scenari nello studio della retina.
Olo è descritto come una tonalità verde-bluastra dotata di una saturazione senza precedenti, che si posiziona idealmente vicino al turchese acceso. Tuttavia, la sua particolarità risiede nel fatto che non esiste in natura e non può essere riprodotto da nessuno schermo. Per poterlo osservare, gli scienziati hanno dovuto letteralmente “hackerare” l’occhio umano: utilizzando un laser di altissima precisione accoppiato a un sistema di tracciamento oculare, sono riusciti a stimolare selettivamente solo i coni M della retina, i fotorecettori responsabili della percezione del verde, bypassando gli altri.
Il nome “Olo” deriva dalle sue coordinate teoriche nello spazio colore LMS, che corrispondono a [0, 1, 0]. Finora, solo le cinque persone che hanno preso parte all’esperimento hanno avuto il privilegio di sperimentare questa sensazione cromatica inedita. Oltre al fascino visivo, questa tecnologia pionieristica non è un semplice esercizio di stile. Gli scienziati ritengono che la capacità di manipolare i singoli fotorecettori su scala cellulare potrà rivoluzionare la diagnosi e il trattamento di disturbi visivi complessi, come il daltonismo, e migliorare drasticamente la comprensione di come il cervello elabora la realtà circostante.
In uno studio pubblicato su Science Advances e Datadryad, un team di ricercatori ha sviluppato una tecnologia. Denominata “Oz”, che…