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Neuroblastoma: cos’è, sintomi e nuove prospettive terapeutiche

Il neuroblastoma è uno dei tumori solidi extracranici più frequenti nell’età pediatrica. Ha origine dalle cellule del sistema nervoso simpatico, in particolare dai neuroblasti, cellule embrionali che non completano la loro maturazione. Sebbene possa svilupparsi in diverse aree del corpo, si localizza più spesso a livello delle ghiandole surrenali o lungo la colonna vertebrale, nel torace o nell’addome.

Le manifestazioni cliniche variano notevolmente in base alla localizzazione, alle dimensioni della massa tumorigena e alla presenza di eventuali metastasi. Tra i sintomi più comuni figurano addome gonfio, dolore osseo, febbre persistente, calo ponderale, stanchezza e variazioni nei ritmi intestinali. Trattandosi di segni spesso aspecifici, una diagnosi precoce risulta fondamentale per impostare tempestivamente il percorso di cura.

La classificazione del neuroblastoma prevede diversi livelli di rischio (basso, intermedio ed alto), determinati dall’età del bambino, dallo stadio della malattia e dalle caratteristiche genetiche e molecolari del tumore. Le strategie terapeutiche spaziano dall’osservazione e la chirurgia per le forme meno aggressive, fino a trattamenti combinati di radioterapia, chemioterapia ad alte dosi e trapianto di cellule staminali per i casi più complessi.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante introducendo l’immunoterapia, una cura che stimola il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali. Questo approccio innovativo sta aumentando significativamente le probabilità di guarigione, offrendo nuova speranza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.