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MPXV: epidemiologia, sintomi e strategie di prevenzione

Il virus MPXV (Monkeypox virus) è l’agente patogeno responsabile del vaiolo delle scimmie, una zoonosi virale che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della sanità pubblica globale. Appartenente al genere Orthopoxvirus, lo stesso del vaiolo umano, il virus si trasmette principalmente attraverso il contatto stretto e prolungato con lesioni cutanee, fluidi corporei o goccioline respiratorie di persone o animali infetti.

Dal punto di vista clinico, l’infezione si manifesta inizialmente con sintomi aspecifici come febbre, cefalea intensa, dolori muscolari, spossatezza e linfonodi ingrossati, un segno distintivo rispetto ad altre malattie esantematiche. Successivamente, compare un’eruzione cutanea caratteristica che si sviluppa in varie fasi — da macule a vescicole e croste — localizzandosi spesso sul viso, sulle mani, sui piedi e nelle aree ano-genitali. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e si risolve spontaneamente in poche settimane.

La gestione del MPXV si basa oggi su una strategia integrata. La diagnosi precoce, supportata da test molecolari PCR, consente l’isolamento tempestivo dei casi per contenere la diffusione del contagio. Parallelamente, la ricerca scientifica ha reso disponibili vaccini di nuova generazione e farmaci antivirali specifici, raccomandati soprattutto per i soggetti a più alto rischio o per prevenire complicanze nelle persone immunodepresse. La consapevolezza e l’informazione corretta rimangono gli strumenti più efficaci per contrastare lo stigma e proteggere la salute collettiva.