Vaccino rotavirus: sicuro ed efficace anche in TIN neonatali
Uno studio condotto sotto l’egida della Società Americana di Pediatria, spiega che i vaccini contro il rotavirus non solo sono…
La mortalità infantile, definita come la percentuale di bambini che muoiono entro i primi cinque anni di vita, rappresenta uno dei principali indicatori per misurare il livello di sviluppo, l’efficienza dei sistemi sanitari e il benessere complessivo di una popolazione.
Negli ultimi decenni, il mondo ha compiuto progressi straordinari. Grazie alla diffusione delle vaccinazioni, al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, a un maggiore accesso all’acqua potabile e ai progressi nella nutrizione, le morti infantili si sono ridotte di oltre il 50% dal 1990 a oggi. Malattie un tempo letali, come la poliomielite, il morbillo o gravi infezioni intestinali, sono oggi ampiamente prevenibili o curabili.
Nonostante questi successi, le disuguaglianze geografiche ed economiche rimangono drammatiche. La maggior parte dei decessi si concentra ancora nelle aree più povere del pianeta, in particolare nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Più della metà delle morti avviene nel primo mese di vita, principalmente a causa di complicazioni legate al parto prematuro, asfissia e infezioni neonatali: eventi che potrebbero essere evitati con un’assistenza medica di base e qualificata.
Abattere la mortalità infantile rimane una priorità globale fondamentale, espressa anche dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Investire nella salute materna, rafforzare le infrastrutture sanitarie locali e garantire un accesso equo alle cure essenziali non è soltanto un dovere etico, ma la precondizione indispensabile per garantire a ogni bambino il diritto di crescere e costruire il futuro.
Uno studio condotto sotto l’egida della Società Americana di Pediatria, spiega che i vaccini contro il rotavirus non solo sono…