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Linee guida IOM: l’aumento di peso ideale in gravidanza

Gestire l’aumento di peso durante la gravidanza è fondamentale per la salute della madre e del nascituro. Le linee guida pubblicate dall’Institute of Medicine (IOM), oggi noto come National Academy of Medicine, rappresentano il punto di riferimento globale per definire i range di peso considerati sicuri.

Queste raccomandazioni non stabiliscono una quota fissa per tutte le donne, ma calibrano l’aumento ponderale complessivo in base al Body Mass Index (BMI) pre-gravidanza:

  • Sottopeso (BMI < 18,5): incremento raccomandato tra 12,5 e 18 kg.

  • Normopeso (BMI 18,5 – 24,9): incremento raccomandato tra 11,5 e 16 kg.

  • Sovrappeso (BMI 25,0 – 29,9): incremento raccomandato tra 7 e 11,5 kg.

  • Obesità (BMI ≥ 30,0): incremento raccomandato tra 5 e 9 kg.

Nel caso di una gravidanza gemellare, gli intervalli aumentano per garantire un adeguato sviluppo dei feti, variando indicativamente da 14 a 25 kg a seconda della condizione ponderale di partenza.

Oltre al peso totale, l’IOM evidenzia l’importanza della distribuzione dei chilogrammi nel tempo. Durante il primo trimestre l’aumento è minimo (circa 0,5-2 kg), mentre dal secondo trimestre l’accrescimento diventa costante e richiede un apporto nutrizionale bilanciato, ricco di micro e macronutrienti essenziali.

Seguire queste indicazioni riduce significativamente i rischi di complicanze come il diabete gestazionale, la preeclampsia, il parto cesareo e la macrosomia fetale. Monitorare il peso con regolarità insieme al proprio ginecologo o nutrizionista garantisce una gestione serena e personalizzata della gestazione.