Amianto, riconosciuti 100.000 E e vitalizio ai figli di sottufficiale
Nuovo capitolo giudiziario sul fronte delle vittime dell’amianto nell’Esercito. La Corte di Appello di Roma ha riconoscito ai figli del maresciallo Leopoldo Di…
La storia del Maresciallo e Luogotenente dell’Esercito Italiano Leopoldo Di Vico rappresenta un simbolo toccante di dedizione al servizio e di una complessa ricerca di giustizia. Nato a Caserta e vissuto a Marcellina, Di Vico ha prestato servizio con lealtà nelle forze armate per oltre tre decenni, distinguendosi per rigore e senso del dovere.
Durante il suo percorso professionale, il sottufficiale è stato esposto a sostanze altamente nocive, tra cui amianto, uranio impoverito e metalli pesanti, sia nelle missioni operative sia nelle strutture di manutenzione. Questa prolungata esposizione ha causato l’insorgenza di una grave patologia tumorale che lo ha portato alla prematura scomparsa nel marzo del 2015, all’età di 58 anni.
Dopo la sua morte, la famiglia ha intrapreso una determinata battaglia legale affinché venissero riconosciuti i rischi corsi durante il servizio. Le pronunce giudiziarie hanno infine confermato il nesso causale tra le condizioni lavorative e la malattia, portando al riconoscimento della qualifica di “Vittima del Dovere” e alla condanna delle istituzioni al risarcimento dei familiari.
La vicenda di Leopoldo Di Vico non è soltanto una storia individuale di sofferenza e riscatto legale, ma un importante precedente per la tutela della salute del personale militare. La sua memoria resta viva come monito sulla necessità di garantire massima protezione e sicurezza a tutti coloro che indossano l’uniforme al servizio del Paese.
Nuovo capitolo giudiziario sul fronte delle vittime dell’amianto nell’Esercito. La Corte di Appello di Roma ha riconoscito ai figli del maresciallo Leopoldo Di…