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Leishmaniosi viscerale: cause, sintomi e prevenzione

La leishmaniosi viscerale, nota anche come kala-azar, è una malattia parassitaria grave causata da protozoi del genere Leishmania. A differenza della forma cutanea, questa variante colpisce gli organi interni — in particolare milza, fegato e midollo osseo — ed è potenzialmente fatale se non diagnosticata e trattata tempestivamente.

Il parassita viene trasmesso attraverso la puntura di piccoli insetti ematofagi chiamati flebotomi o pappataci. Nei contesti mediterranei, i cani rappresentano il principale serbatoio dell’infezione, rendendo la prevenzione veterinaria un tassello fondamentale per la tutela della salute pubblica. Quando l’insetto punge un animale infetto e successivamente un essere umano, trasmette il parassita scatenando l’infezione.

I sintomi principali includono febbre irregolare prolungata, marcata perdita di peso, anemia e ingrossamento di milza e fegato (splenomegalia ed epatomegalia). Il sistema immunitario risulta fortemente compromesso, esponendo il paziente a sovrainfezioni batteriche potenzialmente pericolose.

La diagnosi precoce è fondamentale e si basa su test sierologici e sull’identificazione del parassita tramite biopsia o aspirato del midollo osseo. Oggi esistono terapie farmacologiche efficaci, come l’amfotericina B liposomiale, capaci di eradicare l’infezione. Tuttavia, la prevenzione resta l’arma migliore: l’uso di repellenti, la lotta ai vettori e la protezione dei propri animali domestici con antiparassitari adeguati sono azioni essenziali per ridurre drasticamente il rischio di contagio.