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Giancarlo Peris: l’ultimo tedoforo di Roma 1960 e la sua storia

Il nome di Giancarlo Peris è indissolubilmente legato a uno dei momenti più iconici e suggestivi della storia dello sport italiano e mondiale. Il 25 agosto 1960, in uno Stadio Olimpico gremito, il giovane atleta di Civitavecchia entrò in pista stringendo la fiaccola olimpica, salendo i gradini per accendere il braciere della XVII Olimpiade di Roma, l’ultima edizione dei Giochi ospitata dal nostro Paese.

La scelta di Peris come ultimo tedoforo non fu il frutto di una decisione politica o di un privilegio, bensì il riconoscimento del puro merito sportivo. Gli organizzatori di Roma 1960 decisero infatti che l’onore di accendere il braciere sarebbe spettato al vincitore del campionato studentesco di corsa campestre del Lazio. Peris, all’epoca diciannovenne, conquistò quel titolo con determinazione, trasformando un trionfo regionale in un appuntamento con la storia.

Quel gesto, compiuto con l’eleganza e la freschezza della gioventù, incarnò perfettamente lo spirito dei Giochi olimpici greci, celebrando il valore dello sport dilettantistico e pulito. Dopo l’emozione olimpica, Giancarlo Peris ha continuato a onorare il mondo dello sport dedicandosi per decenni all’insegnamento dell’educazione fisica e all’allenamento, trasmettendo a intere generazioni di giovani i valori di lealtà, sacrificio e passione che lo avevano portato sul tetto del mondo in quel magico pomeriggio romano.