Accordo UE su amianto, Bonanni: “La soglia è una foglia di fico”
L’Accordo Ue sull’amianto riaccende quesiti che da tempo l’Osservatorio Nazionale Amianto solleva nella sua battaglia contro il killer del terzo…
Le fibre di amianto rappresentano uno dei pericoli ambientali e sanitari più insidiosi del secolo scorso, con effetti che si manifestano ancora oggi. Questo materiale, ampiamente utilizzato in edilizia e nell’industria fino alla sua messa al bando per le eccezionali proprietà isolanti, è composto da silicati cristallini che tendono a sfaldarsi in filamenti microscopici ed estremamente volatili.
Il vero pericolo si concretizza quando i manufatti contenenti amianto si deteriorano o vengono danneggiati. Le fibre liberate nell’aria, se inalate, penetrano in profondità nelle vie respiratorie, accumulandosi nei polmoni. A causa della loro natura indistruttibile, l’organismo non riesce a eliminarle. Questo innesca un processo infiammatorio cronico che, dopo un periodo di latenza che può variare dai venti ai cinquant’anni, può degenerare in patologie gravissime come l’asbestosi, il tumore al polmone e il mesotelioma pleurico.
Oggi, la gestione dell’amianto richiede la massima attenzione e il rigoroso rispetto delle normative di sicurezza. Gli interventi di rimozione e bonifica non possono essere affidati al fai-da-te, ma devono essere eseguiti esclusivamente da ditte specializzate iscritte all’Albo dei gestori ambientali. Solo attraverso procedure controllate, l’uso di specifici dispositivi di protezione e il corretto smaltimento in discariche autorizzate è possibile bloccare la dispersione delle fibre, tutelando la salute pubblica e l’ambiente per le generazioni future.
L’Accordo Ue sull’amianto riaccende quesiti che da tempo l’Osservatorio Nazionale Amianto solleva nella sua battaglia contro il killer del terzo…