Memoria: come il cervello chiarisce i ricordi confusi
La memoria gioca spesso brutti scherzi, soprattutto quando viviamo due esperienze simili, in un breve lasso di tempo. In questo…
L’engramma rappresenta uno dei concetti più affascinanti delle neuroscienze moderne: la traccia fisica e biologica che un’esperienza lascia nel nostro cervello. Proposto per la prima volta all’inizio del Novecento dal biologo Richard Semon, il termine indica la modificazione neurobiologica permanente che permette la memorizzazione e il successivo richiamo delle informazioni.
Quando viviamo un evento, i neuroni coinvolti nell’elaborazione di quella specifica percezione si attivano simultaneamente. Questa attività sincrona altera la struttura biochimica e le connessioni sinaptiche tra le cellule cerebrali, creando una vera e propria “impronta” della memoria. Tali reti neuronali interconnesse formano l’engramma. Ogni volta che ricordiamo qualcosa, il cervello riattiva esattamente la stessa popolazione di neuroni che si era accesa al momento dell’esperienza originale.
Per decenni l’esistenza dell’engramma è rimasta un’ipotesi teorica, poiché la tecnologia non permetteva di osservare i singoli ricordi a livello cellulare. Oggi, grazie a tecniche d’avanguardia come l’optogenetica e la microscopia ad alta risoluzione, i ricercatori sono riusciti a identificare, mappare e persino manipolare specifici engrammi nel cervello dei modelli animali.
Comprendere come si formano e dove si localizzano queste tracce mnemoniche non è solo un esercizio speculativo. Lo studio approfondito dell’engramma apre prospettive fondamentali per la medicina, offrendo nuove chiavi di lettura per trattare i disturbi della memoria, come la malattia di Alzheimer, o per mitigare i ricordi traumatici legati al disturbo da stress post-traumatico. L’engramma si conferma così il mattone fondamentale su cui si costruiscono la nostra identità e la nostra storia personale.
La memoria gioca spesso brutti scherzi, soprattutto quando viviamo due esperienze simili, in un breve lasso di tempo. In questo…