Echinococcosi cistica, 15mila casi in Italia
L’Echinococcosi cistica con 1mln di casi nel mondo, 65mila in Europa e 15mila in Italia è sotto la lente dell’Organizzazione…
L’echinococcosi cistica, nota anche come idatidosi, è una zoonosi parassitaria causata dalla larva della tenia Echinococcus granulosus. Si tratta di una malattia infettiva complessa che colpisce l’uomo e diversi animali domestici o d’allevamento, diffusa soprattutto nelle aree a vocazione agro-pastorale.
Il ciclo biologico del parassita vede il cane e altri canidi come ospiti definitivi, mentre pecore e bovini fungono da ospiti intermedi. L’essere umano si infetta accidentalmente attraverso l’ingestione involontaria di uova microscopiche, veicolate da acqua o alimenti contaminati, oppure tramite il contatto diretto con il pelo di animali infetti.
Una volta penetrate nell’organismo, le uove schiuse liberano larve che migrano principalmente verso il fegato e i polmoni. Qui crescono molto lentamente, formando le cosiddette cisti idatidiche. A causa di questo sviluppo graduale, la patologia può rimanere del tutto asintomatica per molti anni. I sintomi compaiono spesso solo quando le dimensioni della ciste iniziano a comprimere gli organi circostanti, provocando dolori addominali, ittero o disturbi respiratori.
La diagnosi si avvale principalmente di tecniche di imaging come l’ecografia e la TC, affiancate da test sierologici. Il trattamento varia in base a stadio e localizzazione della ciste, spaziando dalla terapia farmacologica alla chirurgia. La prevenzione resta l’arma più efficace: corretta igiene delle mani, lavaggio accurato degli alimenti, sverminazione periodica dei cani da compagnia o da lavoro e un rigoroso controllo della macellazione evitano l’interruzione del ciclo parassitario.
L’Echinococcosi cistica con 1mln di casi nel mondo, 65mila in Europa e 15mila in Italia è sotto la lente dell’Organizzazione…