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Sintomi e come curarlo

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) è una condizione psicologica che può svilupparsi in seguito all’esposizione a un evento traumatico, catastrofico o violento. Non si tratta di una semplice reazione di forte spavento, ma di un vero e proprio blocco emotivo in cui il cervello continua a elaborare il pericolo come se fosse ancora in corso, anche a distanza di mesi o anni dall’accaduto.

I sintomi principali si manifestano attraverso tre modalità specifiche. Innanzitutto, l’intrusione, ovvero il rivivere costantemente l’evento traumatico tramite flashback improvvisi, incubi notturni o pensieri ricorrenti. A questo si associa l’evitamento, che spinge la persona a fuggire da luoghi, conversazioni, persone o situazioni che possano ricordare il trauma. Infine, si riscontra l’iperattivazione neurovegetativa, uno stato di allarme perenne che causa insonnia, irritabilità, scatti d’ira e una costante ansia da allerta.

La vita quotidiana e le relazioni sociali di chi ne soffre possono essere gravemente compromesse, ma guarire dal disturbo post-traumatico da stress è possibile. I trattamenti d’elezione includono percorsi psicoterapeutici mirati, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), un approccio focalizzato sulla desensibilizzazione tramite i movimenti oculari che aiuta a rielaborare il trauma. Nei casi più complessi, il supporto farmacologico può affiancare la psicoterapia per ridurre l’intensità dei sintomi ansiosi. Chiedere aiuto a un professionista della salute mentale è il primo passo fondamentale per riprendere in mano la propria vita.