ONA e Crotone: nuove scoperte su inquinamento e cancro
L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ha diffuso i risultati delle attività scientifiche condotte dal dott. Pasquale Montilla. Specialista in oncologia medica,…
La decorporation, o decontaminazione interna, è una procedura medica d’emergenza fondamentale nel campo della radioprotezione e della difesa CBRN. Questa tecnica interviene quando un individuo ha introdotto nel proprio organismo radionuclidi o metalli pesanti tossici attraverso l’inalazione, l’ingestione o ferite cutanee contaminate, con il rischio di gravi danni cellulari sul lungo periodo.
Il principio cardine della decorporation si basa sulla riduzione del tempo di ritenzione delle sostanze nocive all’interno del corpo, accelerandone l’escrezione naturale prima che si fissino negli organi bersaglio. Per raggiungere questo obiettivo, la medicina si avvale di agenti decorporanti specifici. Tra i più noti figurano i chelanti come il DTPA, impiegato per catturare elementi come il plutonio e l’americio, o il Blu di Prussia, un composto capace di legarsi al cesio radioattivo nel tratto gastrointestinale, bloccandone il riassorbimento.
L’efficacia della decontaminazione interna è strettamente legata al fattore tempo: intervenire tempestivamente, idealmente entro poche ore dall’esposizione, riduce drasticamente la dose di radiazioni assorbita dai tessuti. La ricerca scientifica continua a sviluppare nuove formulazioni e sistemi di somministrazione avanzati per rendere questi trattamenti sempre più rapidi, sicuri e accessibili in caso di incidenti industriali, nucleari o emergenze radiologiche su larga scala.
L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ha diffuso i risultati delle attività scientifiche condotte dal dott. Pasquale Montilla. Specialista in oncologia medica,…