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Craniotomia: cos’è, come si svolge e recupero

La craniotomia è un intervento di neurochirurgia avanzato che consiste nella rimozione temporanea di una sezione dell’osso del cranio (chiamata tassello osseo) per accedere al cervello. Questo intervento si rende necessario per trattare diverse patologie cerebrali, tra cui tumori, aneurismi, malformazioni vascolari, ematomi subdurali o epidurali causati da traumi, e per drenare infezioni o alleviare una pressione intracranica elevata.

L’operazione viene eseguita in anestesia generale o, in casi specifici (come la chirurgia per l’epilessia o tumori vicini ad aree eloquenti del linguaggio), in modalità awake surgery (a paziente sveglio), per monitorare in tempo reale le funzioni neurologiche. Il chirurgo utilizza strumenti di precisione e tecnologie all’avanguardia, come la neuronavigazione e il microscopio operatorio, per individuare ed asportare la lesione riducendo al minimo il rischio di danni ai tessuti sani circostanti. Una volta completata la procedura all’interno della scatola cranica, il tassello osseo viene riposizionato e fissato saldamente mediante placche e viti in titanio biocompatibile.

La fase di recupero inizia nel reparto di terapia intensiva per un monitoraggio attento delle funzioni vitali, prima del trasferimento in reparto. I tempi di guarigione variano significativamente in base alla complessità dell’intervento e alle condizioni generali del paziente: da diverse settimane a qualche mese. La riabilitazione motoria e cognitiva gioca spesso un ruolo fondamentale nel percorso post-operatorio per garantire il miglior recupero funzionale possibile.