Tumore al polmone, al via arruolamento per nuova sperimentazione
È attualmente in corso l’arruolamento di pazienti per una sperimentazione clinica internazionale di Pfizer dedicata al tumore polmonare non a…
Il NSCLC rappresenta circa l’85% di tutte le diagnosi di tumore al polmone. Questa neoplasia, che si sviluppa principalmente a partire dalle cellule epiteliali delle vie aeree, si divide in tre sottotipi istologici principali: l’adenocarcinoma, il carcinoma squamocellulare e il carcinoma a grandi cellule. Il fumo di sigaretta resta il principale fattore di rischio, sebbene una percentuale significativa di casi colpisca anche i non fumatori.
Negli ultimi anni, l’approccio terapeutico al carcinoma non a piccole cellule ha subìto una vera e propria rivoluzione. Se in passato le opzioni principali erano limitate alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia tradizionale, oggi la medicina di precisione ha ridefinito gli standard di cura. Grazie alla profilazione genomica, i medici possono individuare specifiche mutazioni genetiche (come EGFR, ALK o ROS1) e utilizzare terapie a bersaglio molecolare estremamente mirate.
Parallelamente, l’immunoterapia ha aperto nuove e straordinarie prospettive, stimolando il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. La ricerca scientifica continua a fare passi da gigante nello sviluppo di farmaci biologici e combinazioni terapeutiche personalizzate. L’obiettivo principale resta la diagnosi precoce, fondamentale per migliorare la prognosi e garantire ai pazienti una qualità di vita decisamente superiore.
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L’intelligenza artificiale (AI) può migliorare le prestazioni dei radiologi nell’individuazione del tumore al polmone. Si tratta di uno strumento, sviluppato…