Cancro: la proteina p62 è il nuovo bersaglio per le cure
Un team internazionale di ricercatori, guidato dal professor Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dell’Università Statale di Milano,…
Un’importante ricerca condotta dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) in collaborazione con l’Università Statale di Milano ha fatto luce su uno dei principali ostacoli nella cura del tumore: la chemioresistenza. Questo fenomeno indica la capacità delle cellule tumorali di sviluppare una vera e propria barriera difensiva che rende inefficaci i trattamenti anticancro.
Alla base di questo meccanismo c’è quello che i ricercatori definiscono “caos cellulare”, innescato da un’anomalia nota come aneuploidia. Nelle cellule sane il numero di cromosomi è preciso e costante (46 nell’essere umano), mentre in quelle neoplastiche questo equilibrio si spezza, portando a continue alterazioni del corredo genetico. Rimescolando costantemente le proprie “carte” genetiche, il tumore genera popolazioni cellulari molto diverse tra loro. Quando interviene il farmaco chemioterapico, le cellule vulnerabili soccombono, mentre quelle con l’assetto cromatico resistente sopravvivono e prendono il sopravvento.
La comprensione di questa instabilità genetica rappresenta un punto di svolta per la medicina di precisione. Mappando i diversi assetti cromosomici (cariotipi) responsabili della chemioresistenza, i medici potranno prevedere in anticipo la risposta del tumore e impostare combinazioni di farmaci personalizzate. L’obiettivo finale è neutralizzare sul nascere la capacità del cancro di adattarsi, rendendo i trattamenti significativamente più efficaci e risolutivi.
Un team internazionale di ricercatori, guidato dal professor Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dell’Università Statale di Milano,…