Roma Olimpica, i giochi, il dovere compiuto e quello da compiere
Roma Olimpica: il capitolo che parte dal 1960 Gira e rigira, la storia di Roma Olimpica nella fase moderna dei…
Il Barone Pierre de Coubertin è una figura monumentale della storia contemporanea, universalmente riconosciuto come il fondatore dei Giochi Olimpici moderni. Storico e pedagogo francese della fine del XIX secolo, Coubertin era fermamente convinto che lo sport non fosse un mero passatempo, ma uno straordinario strumento educativo capace di formare il carattere dei giovani e di promuovere la pace universale.
Il suo grande sogno si realizzò nel 1894 con la fondazione del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) e la successiva nascita delle prime Olimpiadi ad Atene nel 1896. Per il Barone, i Giochi dovevano rappresentare un’arena di confronto pacifico tra le nazioni, dove la competizione atletica potesse superare le barriere politiche e culturali. A lui si deve la celebre massima, spesso sintetizzata in “l’importante è partecipare”, che in realtà esprimeva il concetto profondo secondo cui la vera gloria risiede nello sforzo e nel coraggio del percorso intrapreso, non nella sola vittoria.
Coubertin ha introdotto simboli universali rimasti impressi nella cultura globale, come i cinque cerchi intrecciati, ideati per rappresentare l’unione e la fratellanza tra i continenti. Oggi, l’eredità del Barone de Coubertin vive in ogni edizione dei Giochi. Il suo umanesimo sportivo e la visione dell’olimpismo rimangono fari preziosi, ricordandoci che lo sport ha il potere unico di unire l’umanità sotto la bandiera del rispetto reciproco, della lealtà e della solidarietà.
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